Coronavirus: gli ospedali cinesi non avrebbero testato i pazienti ricoverati con sintomi di polmonite

Potrebbe essere elevatissimo, molto più di quanto annunciato finora, il numero delle persone contagiate dal virus, vista la mancanza dei test effettuati sui pazienti ricoverati con sintomi di polmonite nelle ultime settimane e poi decedute.

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Potrebbe rivelarsi drammatico il numero delle persone contagiate dal coronavirus se le notizie che stanno trapelando dalla Cina trovassero conferma.

I casi non trattati

Il 12 gennaio Huang ha avuto notizia che sua madre di 65 anni era stata ricoverata in un ospedale nella città cinese di Wuhan con febbre e tosse.

Nel frattempo erano stati segnalati casi di un nuovo misterioso virus con sintomi simili alla polmonite e il personale dell’ospedale era vestito con tute antisudore. La madre di Huang però non è stata sottoposta a test per la malattia misteriosa, né isolata dagli altri pazienti.

Il 14 gennaio la madre di Huang ha iniziato a perdere coscienza. Sottoposta ad una TAC, i suoi polmoni sono apparsi ricoperti di noduli bianchi. La sera dopo purtroppo è deceduta. Come causa ufficiale della morte è stata indicata la polmonite grave, ma due medici hanno rivelato alla famiglia che probabilmente la signora aveva contratto il virus. Sul punto però non è stata fornita alcuna documentazione e nessuna notizia in tal senso è stata tuttora ufficializzata.

Forti dubbi sulla certezza del contagio del virus per la madre di Huang derivano anche dall’insistenza con cui l’ospedale ha chiesto alla famiglia di cremare immediatamente la signora, ma i familiari si sono rifiutati, chiedendo spiegazioni. Pochi giorni dopo però, si sono convinti e la madre di Huang è stata cremata da operai di una casa funeraria vestiti con abiti protettivi. Successivamente, il personale ha disinfettato il furgone in cui era stata trasportata la donna e ha gettato via le tute utilizzate.

Le parole di Huang “La morte di mia madre è stata gestita senza alcuna dignità“. “Non è stata nemmeno conteggiata come un numero nell’elenco del governo“, ha detto, riferendosi alle sei persone considerate contagiate e uccise dal virus.

Questa triste storia fa capire che il pericolo di un contagio globale è sempre più elevato. E se gli ospedali non controllano il virus, il numero di casi e di morti potrebbe essere molto più alto di quello indicato nei rapporti ufficiali.

Oltre alla storia di Huang, sembra che un altro residente di Wuhan abbia avuto una storia simile. Sua madre avrebbe avuto una diagnosi di polmonite e insieme a lei in ospedale ci sarebbero state lunghe code di pazienti con i medesimi sintomi ma nessuno testato per il coronavirus.

Le zone colpite

Sono stati confermati casi a Pechino, Shanghai, Chongqing e Tianjin, nonché nelle province di Henan, Zhejiang e Guangdong. Casi sospetti sono stati segnalati in 13 province in tutto il paese, molti dei quali a centinaia di miglia da Wuhan. Anche quindici operatori sanitari a Wuhan, secondo le autorità, sarebbero stati infettati. È probabile a questo punto che il numero di contagi sia stato sottovalutato.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità fa sapere che il recente aumento dei casi sta inducendo le autorità a controllare in modo più attento il virus.

L’ente politico cinese responsabile dell’ordine pubblico ha dichiarato che i funzionari che hanno coperto la diffusione del virus sarebbero stati “inchiodati sul pilastro della vergogna per l’eternità“.

Durante l’epidemia di Sars nei primi anni 2000, la Cina inizialmente aveva nascosto informazioni al riguardo e sottostimato i casi di infezione. Il virus, causato anche in quel caso da un coronavirus, uccise 774 persone.

Le precauzioni per evitare di aumentare il rischio di contagio

Intanto su Internet vengono pubblicato foto di negozi con scaffali svuotati di mascherine protettive per il viso. Il prezzo delle stesse, vendute anche online, è raddoppiato. A Pechino, molti pendolari indossano maschere al chiuso e in metropolitana.

A Wuhan, le autorità hanno iniziato a controllare il numero di persone che escono ed entrano in città, secondo la TV di stato. Le guardie sorvegliano 24 ore su 24 il mercato ittico e animale di Huanan, nonostante ora sia chiuso, sospettato come fonte dell’epidemia. I turisti non possono partire e vengono effettuati controlli a campione casuali sui veicoli che entrano e escono dalla città per vedere se trasportano animali vivi.

I consigli utili per limitare o evitare il contagio vanno dal lavarsi le mani al non usare gli schermi self-service di McDonald’s. Alcuni cittadini cinesi hanno dichiarato di aver annullato i loro piani di tornare a casa per le vacanze. Su Internet sono stati pubblicati avvisi di datori di lavoro che hanno dato ai loro dipendenti il permesso di lavorare da casa almeno per questa settimana, evitando così di esporli ad un maggiore rischio di contrazione del coronavirus.

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