Coronavirus: focus sulla Toscana

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Una analisi sommaria dei dati relativi alle infezioni di COVID-19 ci restituisce alcuni dati di contesto utili per provare ad ipotizzare quelli che saranno gli scenari possibili in Toscana.

Lombardia, Emilia Romagna, Toscana

Il grafico che segue mostra l’andamento dei contagi nelle tre regioni considerate, a partire dal giorno 9 marzo, in cui il governo ha promulgato il decreto che impone restrizioni alla mobilità delle persone su tutto il territorio nazionale e la chiusura delle attività (eccettuate quelle che forniscono beni di prima necessità). Dati i tempi di incubazione del virus, gli eventuali risultati della misura potranno essere apprezzati non prima di due settimane.

Il trend mostra una crescita costante: al 17 marzo, le percentuali dei contagiati sulla popolazione sono dello 0.161% in Lombardia, dello 0.088% in Emilia, e dello 0.028% in Toscana.

Trend di crescita del contagio

Se analizziamo le curve aldilà dei valori assoluti, ci accorgiamo che l’espansione del virus in Toscana segue un andamento più simile a quello lombardo che a quello emiliano (grafico che segue).

Come leggere questa indicazione: verosimilmente, i contagi seguiranno un trend esponenzialmente elevato, almeno sino a quando non si verificheranno gli effetti della riduzione dei contatti interpersonali. Una delle variabili da considerare è che, rispetto alla Lombardia, tale misura è intervenuta in Toscana quando i contagi erano ancora relativamente pochi, incidendo (se funziona) su quello che sarà il numero totale dei contagiati in fase di picco.

La terapia intensiva

Un’altra variabile riguarda la quota di persone che graveranno sulle strutture sanitarie, in particolare la terapia intensiva. In Lombardia attualmente rappresentano il 5,2% dei contagiati, ovvero il 10.58% dei ricoverati; in Emilia il 5.67% dei contagiati e il 12.47% dei ricoverati; in Toscana il 13.58% dei contagiati, e il 30.3% dei ricoverati: significa che quasi una persona su tre su quelle che entrano in ospedale deve ricorrere alle cure della terapia intensiva.

Questi dati sembrano indicare la presenza di una gravità diversa tra i contagi: laddove il numero è molto elevato, cresce quello di coloro che hanno sintomi lievi o che non richiedono particolare assistenza, viceversa nelle zone dove il contagio è più recente. Ma il dato toscano si discosta, per eccesso, da tutti gli altri: la media nazionale è il 15.74%, in Toscana circa il doppio.

Influisce, infine, nella previsione, l’età dei contagiati e le loro condizioni cliniche generali (se hanno cioè patologie pregresse). Ma su questo, le medie nazionali non si discostano in modo significativo da quelle locali (a livello regionale).

Scenari possibili

La Toscana sa che – presumibilmente attorno a fine mese – le sue strutture sanitarie dovranno affrontare il massimo dello sforzo: per questo motivo, oltre ai 440 posti di terapia intensiva presenti, se ne stanno approntando altri 280, anche all’interno di presidi privati. 720 letti di terapia intensiva permetterebbero di far fronte ad un aumento di contagi importante: sino a 4600 pazienti ricoverati (con una incidenza in linea con la media italiana), addirittura 14.000 con una incidenza simile a quella lombarda.

Fondamentale è cercare di arrestare il contagio evitando di uscire da casa; “Vitale”, nel senso più ampio della parola.

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Sono nato a Firenze nel 1968. Dai 19 ai 35 anni ho speso le mie giornate in officine, caserme, uffici, alberghi, comunità – lavorando dove e come potevo e continuando a studiare senza un piano, accumulando titoli di studio senza mai sperare che un giorno servissero a qualcosa: la maturità scientifica, poi una laurea in “Scienze Politiche”, un diploma di specializzazione come “Operatore per le marginalità sociali”, un master in “Counseling e Formazione”, uno in “Programmazione e valutazione delle politiche pubbliche”, un dottorato di ricerca in “Analisi dei conflitti nelle relazioni interpersonali e interculturali”. Dai 35 ai 52 mi sono convertito in educatore, progettista, docente universitario, sociologo, ma non ho dimenticato tutto quello che è successo prima. È questa la peculiarità della mia formazione: aver vissuto contemporaneamente l’esperienza del lavoro necessario e quella dello studio – due percorsi completamente diversi sul piano materiale ed emotivo, di cui cerco continuamente un punto di sintesi che faccia di me ein anstàndiger Menschun, un uomo decente. Ho cominciato a leggere a due anni e mezzo, ma ho smesso dai sedici ai venticinque; ho gettato via un’enormità di tempo mentre scrivevo e pubblicavo comunque qualcosa sin dagli anni ‘80: alcuni racconti e poesie (primo classificato premio letterario nazionale Apollo d’oro, Destinazione in corso, Città di Eleusi), poi ho esordito nel romanzo con "Le stelle sul soffitto" (La Strada, 1997), a cui è seguito il primo noir "Sotto gli occhi" (segnalazione d’onore Premio Mario Conti Città di Firenze, La Strada, 1998); ho vinto i premi Città di Firenze e Amori in corso/Città di Terni per la sceneggiatura del cortometraggio "Un’altra vacanza" (EmmeFilm, 2002), e pubblicato il racconto "Solitario" nell’antologia dei finalisti del premio Orme Gialle (2002). Finalista anche nel 2014 al festival letterario Grado Giallo, sono presente nell’antologia 2016 del premio Radio1 Plot Machine con il racconto "Storia di pugni e di gelosia" (RAI-ERI). Per i tipi di Delos Digital ho scritto gli apocrifi "Sherlock Holmes e l’avventura dell’uomo che non era lui" (2016), "Sherlock Holmes e il mistero del codice del Bardo" (2017), "Sherlock Holmes e l’avventura del pranzo di nozze" (2019) e il saggio "Vita di Sherlock Holmes" (2017). Negli ultimi anni lavoro come sociologo nell’ambito della comunicazione e del welfare, (in particolare mi occupo di servizi socio-sanitari, disabilità e violenza di genere, di cui curo una collana di pubblicazioni), e svolgo attività di docenza e formazione in ambito universitario. Tra i miei ultimi saggi: "Modelli sociali e aspettative" (Aracne, 2012), "Undermedia" (Aracne, 2013), "Deprivazione Relativa e mass media" (Cahiers di Scienze Sociali, 2016), "Scenari della postmodernità: valori emergenti, nuove forme di interazione e nuovi media" (et. al., MIR, 2017), Identità, ruoli, società (YCP, 2017), "UniDiversità: i percorsi universitari degli studenti con svantaggio" (et. al., ANCI, 2018). Con "Linea Gotica" (Damster, 2019) ho vinto il primo premio per il romanzo inedito Garfagnana in giallo Barga noir. Il breve saggio "Resistere è fare la nostra parte" è stato pubblicato nel numero 59 della rivista monografica Prospektiva dal titolo “Oltre l’antifascismo” (2019). Dal 2015 curo il mio blog di analisi politica e sociale osservatorio7 (www.osservatorio7.com, oggi su www.periodicodaily.com). Tutto questo, tutto quello che ho fatto, l’ho fatto a modo mio, ma più con impeto che intelligenza: è qui che devo migliorare.