CORONAVIRUS E ISOLAMENTO DELLE PERSONE SORDOCIECHE

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Persone sordociehe all'epoca del covid - 19 - articolo di LOREDANA CARENA -

“Non abbandonateci. Per noi il tatto è tutto!” Questo l’appello di Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro

L’emergenza per il contenimento della diffusione del coronavirus ha stravolto completamente la nostra quotidianità e, ancora di più, quella delle persone disabili la cui autosufficienza necessita inevitabilmente di contatto e di vicinanza fisica.

Contatto e vicinanza: due parole chiave nella vita delle persone sordocieche e pluriminorate sensoriali che comunicano e “vedono” attraverso il tatto.

LE PERSONE SORDOCIECHE COMUNICANO E "VEDONO£ ATTRAVERSO IL TATTO - CORONAVIRUS - ARTICOLO DI LOREDANA CARENA
LE PERSONE SORDOCIECHE COMUNICANO E “VEDONO£ ATTRAVERSO IL TATTO

“Per noi il tatto è vista, e per alcuni di noi anche molto di più – spiega Francesco Mercurio il Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro – Eppure siamo chiamati a scegliere: chiedere aiuto – e correre e far correre rischi – oppure rinunciare? Siamo costretti a vivere con un senso di colpa che toglie il sonno – per quelle persone che, inevitabilmente, devono entrare in contatto con noi, le assistenti, che pure cerco di coinvolgere al minimo per la loro e la mia sicurezza”.

Nel 2019 la Lega del Filo d’Oro ha seguito circa 950 utenti nei diversi servizi, di cui il 7% sono persone che hanno più di 65 anni e il 3% sono bambini tra 0 e 4 anni che, in molti casi, presentano un quadro clinico estremamente complesso.

Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, così come tutte le persone che presentano patologie cronico – degenerative, pluridisabilità e, più in generale, un quadro clinico già compromesso, rappresentano una delle categorie maggiormente esposte al rischio di contrarre il coronavirus, ma sono anche più direttamente coinvolti nelle ricadute sociali derivanti dalla attuale epidemia.

In base ad uno studio Istat del 2016, condotto per la Lega del Filo d’ Oro, ci sono circa 190 mila persone con disabilità legate alla vista e all’ udito di cui oltre la metà ha bisogno di assistenza continua. Per tale motivo l’aumento del diffondersi del COVID – 19 rappresenta per queste persone e per i loro caregiver un rischio molto alto.

ROSA FRANCIOLI, PRESIDENTE DEL COMITATO DELLE FAMIGLIE DELLA LEGA DEL FILO D’ORO, SPIEGA LE ATTUALI DIFFICOLTA’

“Molte delle difficoltà legate alla sordocecità, sono normalmente sopperite dalle reti: la rete dei servizi, la rete familiare, la rete amicale ed il volontariato. L’attuale emergenza ha di colpo stroncato gran parte di queste possibilità. Sono garantiti solo i servizi residenziali. Ma la stragrande maggioranza delle famiglie, che faceva riferimento ad altre risorse, come ad esempio i centri diurni, oggi ne sono rimaste completamente scoperte e si trovano da sole ad affrontare enormi difficoltà. Una di queste è la conciliazione famiglia e lavoro, con l’impegno di cura solo parzialmente colmata dal recente decreto. Ma penso anche alle famiglie monoparentali dove diventa un problema anche andare a fare la spesa”, racconta Rosa Francioli, Presidente del Comitato delle Famiglie della Lega del Filo d’Oro e mamma di un ragazzo sordocieco.

“Garantire una rete, anche minima, di supporto domiciliare per far fronte ai bisogni primari – prosegue Rosa Francioli. – Lo Stato fino ad oggi ha contato molto sulla rete del volontariato per sopperire alla carenza di servizi. All’improvviso questa è venuta meno, se non per quella strettamente legata agli ospedali. Ci sono persone che, con le dovute precauzioni, potrebbero e vorrebbero aiutare chi si trova in una situazione di necessità. Ma tra i motivi che consentono lo spostamento dal proprio domicilio, rientrano solo quelli di lavoro e di necessità personale e familiare e non di altre persone. Questo è un grosso limite”.

NUOVE DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE PER I CENTRI NAZIONALI DELLA LEGA DEL FILO D’ORO

In considerazione dei recenti provvedimenti emanati dal Governo sono state definite misure preventive e disposizioni organizzative per tutte le sedi della Lega del Filo d’Oro in Italia.

A partire dal 10 marzo 2020 e fino a nuova comunicazione, i Servizi Residenziali erogati nei 5 Centri di Osimo, Lesmo, Modena, Molfetta e Termini Imerese sono funzionanti, seppur con attività ridotta, mentre l’attività dei Trattamenti a Termine, dei Servizi Diurni e dei Servizi Territoriali è sospesa. Le visite sono ridotte al minimo indispensabile solo per i familiari. Rimangono attivi i servizi di supporto telefonico per continuare a garantire sostegno alle famiglie.

LEGA DEL FILO D'ORO, CENTRO NAZIONALE DI OSIMO - ARTICOLO DI LOREDANA CARENA
CENTRO NAZIONALE DI OSIMO, nuove disposizioni organizzative per tutte le sedi della Lega del Filo d’Oro in Italia.

“Esprimo vicinanza e sostegno alle persone sordocieche e alle loro famiglie. Se questo è per tutti noi un momento molto duro, sono le persone che già vivevano una condizione estremamente difficile quelle che non devono essere dimenticate e confido che le Istituzioni, al di là della stretta emergenza, possano dare una risposta anche a loro – dichiara Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro.Inoltre mi preme rivolgere un forte ringraziamento ai nostri dipendenti inclusi medici, infermieri, operatori, educatori, terapisti e psicologi nonché a tutti i collaboratori perché prestano servizio con abnegazione nei 5 Centri Residenziali della Lega del Filo d’Oro e sono anche loro in prima linea per continuare ad assistere e curare le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali che accogliamo nelle nostre strutture”.

www.legadelfilodoro.it/

Lega del Filo d'Oro e coronavirus - articolo di LOREDANA CARENA -

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