Tempo di coronavirus, tempo di responsabilità

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 Tempo di coronavirus, tempo di limitazioni, tempo

Tempo di coronavirus, tempo di limitazioni, tempo di emergenza sanitaria ed economica, ma  più che mai questo è  il tempo del richiamo alle responsabilità.

Amici, colleghi, familiari, figli, la vita nelle prossime settimane ci metterà a dura prova, l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo nelle ultime settimane a causa del coronavirus ci sta portando a non essere più padroni delle nostre azioni, pertanto nel nostro futuro immediato vivremo in uno spazio limitato, confinati in un territorio ben circoscritto, e dovremmo starci non solo perché ce lo chiede la legge ma perché ce lo chiede la vita stessa.

Mai come adesso dobbiamo dimostrare a noi stessi e alla nostra comunità che dobbiamo e sappiamo compiere gesti e azioni motivati da buon senso e responsabilità, seguire scrupolosamente le indicazioni che ci vengono date dal governo italiano in questo momento di diffusione del contagio da COVID-19 è fondamentale per salvare non solo la nostra incolumità, ma soprattutto quella dei nostri cari, dei nostri genitori, dei nostri nonni, dei nostri figli, dei nostri amici, perché se esponiamo noi stessi ad un eventuale rischio di contagio stiamo mancando di senso di responsabilità civile per il nostro prossimo.

È proprio in questi giorni che è stato emanato un decreto nazionale che invita tutti i cittadini italiani ad un forte senso di responsabilità che è l’unica arma che al momento abbiamo per combattere l’epidemia che da settimane sta dilagando in oltre 100 paesi del mondo. Ci è stato chiesto dalla legge di spostarci da un luogo all’altro solo per necessità primarie quali lavoro, approvvigionamento di generi alimentari e motivi di salute, ma dobbiamo vedere a queste direttive non tanto come un’imposizione che ci potrebbe portare a ripercussioni penali, quanto piuttosto come un richiamo forte a quel senso di responsabilità che dovrebbe contraddistinguere ogni individuo dotato di una ragione e di un forte senso di maturità dato non solo dall’età anagrafica.

Noi adulti dobbiamo essere di  esempio per i più giovani, gli adolescenti, ragazzi e ragazze che hanno un bisogno fisiologico di andare a scoprire l’ignoto, di andare fuori, di muoversi per il mondo, è stato così fino a qualche giorno fa non solo per gli adolescenti ma anche per noi  donne e uomini. Oggi  il filo della libertà e dell’autodeterminazione si è spezzato per tutti e dobbiamo imparare a fare dei sacrifici.

Dobbiamo imparare ad educarci tra pari, a saper rinunciare all’aperitivo tra amici, allo shopping sfrenato, alla gita fuori porta, ad una serata in discoteca, perché il covid-19 è un virus che  non ha ancora una cura per cui l’unico modo che abbiamo per contrastarlo è  cercare in ogni modo di limitarne la sua diffusione attraverso la nostra limitazione di movimento, movimento che, invece, contribuiresce certamente ad una sua propagazione.

Responsabilità e sacrificio sono le due uniche parole chiave che ci consentiranno di salvare tra qualche settimana il nostro futuro.