Corea del Sud: violati gli standard internazionali sull’obiezione di coscienza

GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA : In Corea del Sud oltre 800 Testimoni di Geova che hanno scelto il servizio civile, vengono sottoposti a condizioni a dir poco punitive

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Il 17 ottobre 2016, per la prima volta, un tribunale della Corea del Sud da ragione a tre persone che, per motivi di coscienza, rifiutato di rispondere alla convocazione per il servizio militare.

Cosa ha precisato la Corte Costituzionale?

Il 28 giugno la Corte Costituzionale della Corea del Sud ha stabilito che gli obiettori di coscienza potranno svolgere qualche tipo di servizio civile al posto della leva obbligatoria di due anni.

La nuova legge

Ma la nuova legge prevede che coloro che rifiuteranno il servizio di leva per motivi religiosi o di altra natura dovranno lavorare all’interno di una prigione o di un diverso istituto di pena per tre anni, il servizio alternativo più lungo al mondo.

I Testimoni di Geova e il servizio civile in Corea del Sud

In Corea del Sud gli oltre 800 testimoni di Geova che hanno scelto di svolgere il servizio civile alternativo al servizio militare obbligatorio vengono sottoposti a condizioni a dir poco punitive. L’attuale impianto del servizio civile alternativo rende di fatto questi giovani coreani dei veri e propri prigionieri costretti a vivere e lavorare in strutture carcerarie per un periodo di 36 mesi.

Amnesty International

Agli obiettori di coscienza sudcoreani era stato promesso un vero servizio alternativo. Invece, si trovano di fronte a poco più di una punizione alternativa”.

Corea del Sud: l’opinione degli esperti internazionali

Esperti di tutto il mondo riconoscono che le condizioni previste sono del tutto punitive e in aperta violazione degli standard internazionali, e hanno pertanto chiesto al governo una nuova riforma.

La richiesta

Il trattamento riservato agli obiettori non è in linea con la Costituzione della Repubblica di Corea che all’art. 19 garantisce la libertà di pensiero, coscienza e religione a ogni cittadino, gli esperti auspicano che il neoeletto presidente e la sua amministrazione affronteranno presto la questione.

I Testimoni di Geova e l’obbiezione di coscienza in Italia

Anche in Italia il diritto all’obiezione di coscienza si è progressivamente affermato, riuscendo però a giungere a un pieno riconoscimento in linea con le norme internazionali. Nel secondo dopoguerra gli obiettori furono perlopiù giovani Testimoni di Geova, che accettarono di essere condannati per il loro rifiuto al servizio militare. Collettivamente scontarono oltre 10.000 anni di carcere.

Sergio Lariccia

Sergio Lariccia, avvocato e professore emerito di diritto all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha commentato al riguardo: “In un periodo in cui i cappellani militari definivano l’obiezione come ‘un insulto alla patria, estranea al comandamento cristiano dell’amore, ed espressione di viltà’, la ferma posizione di molti testimoni di Geova ha contribuito all’evoluzione del diritto e della società in Italia”.

Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza

Mentre il mondo si prepara a celebrare la Giornata internazionale dell’obiezione di coscienza il prossimo 15 maggio, si spera che il il neoeletto presidente e la sua amministrazione, vorranno correggere una legge ingiusta.

Sergio Albesano

Sergio Albesano, in Storia dell’obiezione di coscienza in Italia, dice: “È praticamente impossibile risalire ai nomi di tutti i testimoni condannati per obiezione“.