Corea del Sud: come ricomincia la vita dopo il lockdown

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Corea del Sud: come si riparte dopo il lockdown.

L’emergenza coronavirus in questi mesi ha stravolto la vita e le abitudini di milioni di persone in tutto il mondo. Molto probabilmente, anche quando l’epidemia sarà diventata meno aggressiva e si potrà gradualmente tornare ad una relativa normalità, gran parte delle abitudini quotidiane e anche delle attività lavorative cambieranno per far sì che la curva dei contagi non torni a salire drammaticamente. Tra i Paesi che sono riusciti a contrastare efficacemente il virus c’è la Corea del Sud, che proprio in questi giorni sta introducendo una serie di regole relative alla ripartenza e all’allentamento delle misure restrittive varate nel periodo di maggiore criticità.

Il Paese dell’Asia Orientale in queste settimane si è distinto per una serie di interventi mirati che hanno consentito di contrastare l’avanzata del Covid-19 più rapidamente rispetto ad altre realtà mondiali. A partire da febbraio – quando dopo la Cina il territorio era diventato il secondo focolaio globale – il Governo di Seul ha varato una serie di regole ben precise che si sono basate anche su un corretto utilizzo della tecnologia: i principali provvedimenti contemplavano la tracciabilità dei contagi, test diffusi tra tutti i cittadini, una rigida normativa sanitaria e alcuni dispositivi digitali per monitorare i contagiati. Al contempo, non è stato sancito alcun blocco delle attività produttive mentre è stato varato il lockdown con conseguente divieto di uscire di casa senza alcun valido motivo.

Com’è stata gestita l’epidemia in Corea del Sud.

Questa strategia ha dato dei risultati incoraggianti: settimana dopo settimana la diffusione del virus è diminuita, e venerdì scorso il bilancio ha fatto segnare 256 vittime complessive. Di conseguenza, da mercoledì 5 maggio le istituzioni politiche hanno potuto dare il via a delle norme preposte ad un graduale allentamento delle limitazioni introdotte il 22 marzo. Ovviamente, è stato sottolineato fin da subito che ciò non vuol dire un ritorno totale alla vita prima del coronavirus, ma una graduale ripartenza nel rispetto di alcuni comportamenti fondamentali per evitare che i contagi possano salire nuovamente.

Corea del Sud: le regole per la ripartenza dopo la fine della quarantena

Il Governo di Seul ha spiegato che innanzitutto tutti coloro che avranno dei sintomi riconducibili al Covid-19 dovranno restare a casa ed evitare di entrare in contatto con altre persone. Sarà importante e fondamentale continuare a rispettare il distanziamento sociale di almeno due metri gli uni con gli altri, ci si dovrà lavare spesso le mani per almeno 30 secondi e le camere degli appartamenti dovranno essere ben ventilate e accuratamente disinfettate. I cittadini al di sopra dei 65 anni o coloro che vengono classificati come soggetti ad alto rischio faranno bene a non uscire troppo spesso e ad evitare più degli altri luoghi chiusi o affollati.

Coronavirus: la validità del modello coreano per sconfiggerlo

Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie ha avvisato tutti i sudcoreani che questo non dev’essere interpretato come un ritorno alla vita quotidiana prima dell’epidemia ma come un ulteriore step nella strategia di contrasto al coronavirus.

È arrivato il disco verde anche per lo sport. Infatti è ripartito il baseball con le partite che si stanno disputando a porte chiuse, mentre arbitri e allenatori devono indossare obbligatoriamente le mascherine. Mercoledì 13 maggio riapriranno anche le scuole: la Ministra dell’Istruzione Yoo Eun-Hae ha fornito a tutti gli studenti le linee guida da seguire in vista della ripresa delle lezioni.

Gli alunni quando entreranno in classe dovranno ogni giorno pulire e disinfettare il proprio banco. Si raccomanda di tenere le finestre costantemente aperte, mentre durante gli intervalli o le ore di ricreazione sarà necessario indossare le mascherine e mantenere sempre la distanza di sicurezza dagli altri ragazzi e insegnanti. Il Primo Ministro Chung Sye-Kyun ha aggiunto che le ultime strutture rimaste chiuse potranno riprendere le proprie attività gradualmente e si è detto pronto ad autorizzare nuovamente l’organizzazione di eventi e riunioni purché vengano rispettate tutte le regole varate dal Governo.

Chung Sye-Kyun, primo ministro sudcoreano.

A dimostrazione del fatto che bisogna ancora mantenere alto il livello di guardia, c’è un episodio che si è verificato proprio in Corea del Sud in questi giorni. Venerdì scorso in poche ore sono emersi circa 12 nuovi casi di positività e pare che siano stati causati dal comportamento incauto di un uomo che nel fine settimana, approfittando dell’allentamento delle restrizioni, si è recato in tre night club differenti a Seul. Le autorità in seguito all’accaduto hanno lanciato un altro avvertimento alla popolazione affinché faccia attenzione e mantenga un comportamento responsabile perché l’emergenza non è stata ancora superata del tutto. Inoltre hanno consigliato ai gestori di questi locali e dei bar di restare chiusi almeno per un altro mese.

Ad ogni modo, il mondo sta guardando con attenzione a quanto sta accadendo nella Corea del Sud. Finora, infatti, le risposte del Paese e del Governo all’epidemia sono state considerate tra le migliori e le più efficaci per contenere l’avanzata del Covid-19, e altri Paesi potrebbero trarre spunto da questi interventi per farli propri e replicarli nelle rispettive città e territori.

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