“Non escludo, assolutamente, che si arrivi a un grande, grande conflitto con la Corea del Nord”. Lo ha dichiarato il Presidente americano, Donald Trump, in un’intervista all’agenzia di stampa Reuters.

“Avrei preferito una soluzione pacifica e diplomatica, ma credo sia difficile – ha ammesso, chiedendo poi alla Corea del Sud di pagare il sistema antimissile del Pentagono Thaad che, tra l’altro, viene visto dalla Cina come un pericolo alla sua sicurezza nazionale. C’è il rischio, pertanto, di complicare la già delicatissima situazione geopolitica in Asia.

Seul ha risposto, però, che questo sistema difensivo rientra nel trattato sulla sicurezza del 1953 che aveva posto fine, all’epoca, alle ostilità nella penisola. Il Ministro della Difesa ha dichiarato infatti che non accoglierà le richieste della Casa Bianca in quanto non sono cambiate le clausole dell’intesa. Il Governo sudcoreano continuerà, dunque, a mettere a disposizione il proprio territorio e gli Usa dovranno  sostenere le spese delle loro infrastrutture militari e quelle relative agli oltre ventottomila soldati dislocati.

Il Tycoon ha parlato anche del Dittatore, di Pyonyang, Kim Jong Un: “Ha preso il potere a 27 anni, quando suo padre morì. E quindi non voglio dargli credito, ma si dica quello che si vuole tranne che è stata un’impresa facile, non a quell’età”, augurandosi che possa attuare, in futuro, scelte razionali.

Il Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha fatto sapere che Pechino è disponibile a introdurre pesanti sanzioni verso la Nord Corea in caso di nuovi test missilistici o atomici. Il responsabile della diplomazia di Washington ne parlerà, oggi, con gli altri colleghi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu in una importantissima riunione che si terrà al Palazzo di Vetro di New York.

Trump ha apprezzato poi, ripercorrendo i suoi primi cento giorni di lavoro, l’impegno del Presidente cinese Xi per evitare un’escalation: “Certamente non vuole vedere turbolenze e morte, non vuole vederlo: è un uomo buono, molto buono e ama la Cina e ama la gente della Cina. So che vorrebbe essere in grado di fare qualcosa, ma forse non può farlo”. Il Capo della Casa Bianca si è impegnato, così, a evitare il colloquio telefonico proposto dal Presidente di Taiwan, Tsai Ing – Wen, in cambio dell’impegno di Xi a continuare a premere sul leader nordcoreano affinché abbandoni i suoi progetti nucleari.

 

 

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