La Corea del Nord continua a sfidare il mondo, nonostante l’annunciata disponibilità, nelle ultime ore, a dialogare con gli Stati Uniti. Il Regime di Kim Jong Un ha sparato, secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore sudcoreano, un nuovo missile alle 5:27, vicino a Kusong nella regione occidentale del Paese, che è caduto nel Mar del Giappone dopo un volo di settecento chilometri.

Il Comando Usa del Pacifico ha specificato che il vettore non era balistico, ma altre fonti, tra cui quelle militari di Seul, hanno comunicato il contrario, mentre Tokyo ha specificato che ha volato per mezz’ora prima di precipitare, condannando duramente il gesto.

Il Presidente, Donald Trump, è stato subito informato.

Numerose navi militari del Pentagono e dei suoi alleati sono dislocate, da settimane, nella zona di crisi e sono pronte a colpire. Il Congresso americano starebbe valutando, da giorni, l’approvazione di nuove sanzioni economiche contro la Corea del Nord e potrebbe autorizzare la Casa Bianca per un eventuale uso della forza.

Questo ulteriore test missilistico renderà più difficili le trattative di pace all’indomani dell’elezione di Moon Jae – In, che si era detto disponibile ad assumere un atteggiamento meno intransigente verso il Nord. Il nuovo Presidente sudcoreano ha convocato una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Nazionale, dichiarando che il suo esercito è in stato di massima allerta.

Si discuterà sicuramente, della crisi in corso, tra poche ore a Pechino durante il vertice, dei ventotto Capi di Stato della regione, volto a lanciare il progetto sulle nuove “Strade della Seta”.

 

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