Cordenons inaugura la prima edizione del “Salotto dell’asparago”

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Un convegno sulle strategie di sviluppo per la coltivazione dell’asparago bianco, che ha conquistato la Denominazione Comunale

Cordenons: tra i Magredi e le Risorgive.

Ogni territorio ha le sue peculiarità, che lo rendono unico e speciale, adatto a produzioni altrettanto uniche e speciali, che devono essere protette e fatte conoscere.

Cordenons, comune pordenonese, vive in un luogo magico: un territorio dove si passa rapidamente dalle zone aride e permeabili a quelle ricche di acqua. È infatti percorso dai Magredi, noti come “la steppa pordenonese”, distesa ghiaiosa abitata da arbusti e piante selvatiche. Ma i Magredi sono letteralmente abbracciati dai due grandi fiumi Cellina e Meduna, che percorrono ciascuno un lato della terra dei claps (sassi) fino a formare una V dove si incontrano per scendere verso valle. Ed ecco che accanto a ghiaia e steppa fanno capolino meravigliose le Risorgive, acque incapaci di fluire ulteriormente attraverso il sottosuolo impermeabile che sgorgano in superficie, a volte sforando delicatamente il terreno, altre con notevole pressione: sono le meravigliose olle e fontanelle!

Asparago bianco: dalla tradizione antica alla Denominazione Comunale.

Quei terreni vicino ai fiumi sono diventati la terra perfetta per la coltivazione di un asparago bianco di qualità superiore. Un ortaggio che già negli anni Trenta faceva capolino nelle piccole coltivazioni casalinghe e che oggi festeggia finalmente il riconoscimento del suo essere un prodotto tipico ed unico, grazie all’ottenimento del marchio di Denominazione Comunale, capace di diventare un fiore all’occhiello del territorio e di contribuire alla crescita dell’economia locale.

Festeggiamenti che diventano una manifestazione, “Il salotto dell’asparago”, aperta ieri con un convegno che ha messo al centro proprio lui, l’asparago di Cordenons: la sua storia, le sue proprietà organolettiche e nutrizionali, ma anche le future strategie di sviluppo della sua produzione.

È stata Lucia Buna, assessore all’agricoltura del Comune di Cordenons, a raccontare al numeroso pubblico presente il percorso che ha portato all’ottenimento del marchio De.Co.

Un marchio istituito al fine di rilanciare e valorizzare la produzione locale legata all’agroalimentare, all’enogastronomia e artigianato, per promuovere il territorio attraverso le specificità produttive e salvaguardare il patrimonio locale. Un marchio ottenuto per primi dai produttori di asparagi bianchi. “Alcuni agricoltori – ha spiegato la Buna – si sono rivolti all’amministrazione comunale chiedendo la possibilità di identificazione territoriale della storica e importante coltivazione e produzione di asparagi nel nostro comune: un marchio di denominazione locale. Per farlo ci siamo rivolti al Comune di Zambana, in trentino, perché sorge in un territorio simile al nostro con una grande produzione di asparagi bianchi a denominazione. È stato così studiato e scritto un regolamento per l’identificazione di prodotti a denominazione locale ed è stata poi istituita una gara per la realizzazione del marchio “Denominazione Comunale”, non un marchio di qualità ma di appartenenza territoriale.

E così le aziende agricole di produzione di asparago bianco sono arrivate per prime sul podio comunale e hanno ottenuto il De. Co., il cui marchio rappresenta le nove contrade cordenonensi (9 sassi) e l’acqua che scorre in mezzo a loro.

Grande orgoglio e soddisfazione, manifestati ieri da Luca Del Zotto, a rappresentanza delle sette aziende agricole che a Cordenons coltivano asparago bianco, che tutte hanno aderito alla prima edizione della “festa dell’asparago”.

L’orgoglio di avere un ruolo importante nell’economia locale: l’asparago bianco è un prodotto molto noto, ricercato dai consumatori locali. “Se il futuro diventerà grande distribuzione è ancora presto per dirlo – ha sottolineato il dr. Cattivello dell’Ersaperché è necessario un grande potere economico. Quel che è certo è che la qualità necessaria c’è”.

Qualità data da caratteristiche organolettiche e gustative, ma anche da quelle nutraceutiche, ovvero benefiche per la salute, che si ottengono anche grazie a studi e trasformazioni “industriali”. L’asparago bianco è infatti un ortaggio modificato, nel senso che viene prodotto facendo crescere l’asparago comune ricoperto di terra, in modo che non reagisca al processo della fotosintesi clorfilliana e rimanga quindi bianco. Così si ottiene anche un sapore alquanto diverso da quello cresciuto sotto il sole.

Qualità ottenuta però anche grazie al terreno, grazie al recupero e alla protezione di siti ambientali che altrimenti resterebbero “selvaggi”. “L’alleanza tra produttori e territorio – hanno spiegato Pierpaolo Zanchetta e Stefano Fabian, funzionari della Regione FVG – ha un ruolo fondamentale. I Magredi sono praterie da proteggere e conservare e nelle zone delle Risorgive gli asparagi selvatici sono sempre cresciuti. Recuperando i terreni si rispetta l’ambiente ; adibendoli a colture li si trasformano in terreni di pregio”.

Le coltivazioni locali contro lo spreco alimentare.

Chissà, magari aumenterà da domani la coltivazione di asparago bianco a Cordenons, un prodotto che, come tutti gli altri prodotti locali, ha un ruolo fondamentale nelle mani dell’uomo contro la lotta alla allo spreco. “Sulle nostre tavole – ha provocato Roberto Peduto di SlowFood – arrivano ogni giorno prodotti esteri. Mangiamo le fragole a Natale, ma la tradizione e la biodiversità ci insegnano che ogni stagione ha i suoi prodotti e che ogni terra ha i suoi prodotti. Noi abbiamo un territorio bellissimo, con moltissime ottime produzioni locali. E allora non compriamo oggi, ad aprile, tutti i prodotti non stagionali, che i supermercati ci offrono, solo perché ci fanno gola e poi magari li buttiamo. Portiamo in tavola gli asparagi e insegniamo a noi e ai nostri bambini a mangiare ciò che le nostre terre offrono, stagione dopo stagione!”.

“Il salotto dell’asparago” non è allora solo una festa paesana come tante, dietro c’è molto di più: storia, ambiente, tradizione, alimentazione e cultura.

Chapò agli organizzatori!

Francesca Orlando

Alcuni momenti del convengo:

 

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