Coprifuoco alle 22: Sileri spera in una modifica al più presto

La roadmap tracciata dal Governo per il 26 di Aprile prevede un allentamento delle misure restrittive. Tranne per il coprifuoco, che resta invariato.

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Coprifuoco

Dal 26 di Aprile la roadmap del governo Draghi prevede la riapertura di molte attività finora chiuse. E il ritorno della zona gialla. Con nuove regole per gli spostamenti tra regioni e province. Mentre rimane invariato l’orario del coprifuoco alle 22. Fino al 31 di luglio. E cioè fino alla data di proroga dello stato d’emergenza. Un decreto che è al centro di aspre polemiche, dettate dall’incompatibilità di un servizio al tavolo dei ristoranti, delle pizzerie e dei bar in vista della stagione estiva.

Perchè rimane il coprifuoco alle 22?

Bisogna sfatare il luogo comune che il virus circola dopo le 22. Perchè a cosa serve una riapertura anticipata al 26 aprile del servizio di cena, se poi di fatto questa possibilità è ristretta dal coprifuoco? Si può immaginare un’intera estate, dopo quella del 2020, che gli italiani si aspettavano di passare in relativa libertà e tranquillità, finire nelle maglie delle restrizioni? Ma davvero si pensa che il coprifuoco è utile per fermare i contagi del virus? Probabilmente no. Mentre molti ristoratori potrebbero essere indotti a non riaprire. E a chiudere per sempre. Perchè pensare di salvaguardare la stagione turistica inizierebbe ad avere poco fondamento. “Il coprifuoco alle 22 permette maggiori controlli del rispetto delle regole. I numeri ci consentono di riaprire qualcosa, ma non tutto.E’ auspicabile che ciò possa essere rivisto tra qualche settimana. In base all’andamento dei numeri.”. E’ quanto afferma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.


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Il green pass per spostarsi

Arriva il green pass, cioè il lasciapassare per entrare e uscire dalle regioni in zona rossa e arancione. Potrà essere in formato cartaceo o digitale. E avrà una durata di sei mesi per i vaccinati e i guariti dal Covid. E di 48 ore per chi si sottoporrà a test antigenico o molecolare con esito negativo. Il certificato avrà un codice QR e una firma digitale. Non deve essere discriminatorio. E garantire lo stesso trattamento a livello europeo. Il ministero della Salute dovrà coordinare e acquisire i dati con l’anagrafe vaccinale. Chi lo falsifica rischia anche il carcere. Insomma “non ci resta che piangere“, come nel film di Troisi e Benigni. Dove i due viaggiatori si trovavano ad attraversare il confine della Signoria fiorentina, e un integerrimo guardiano continuava a domandare: “Chi siete? Da dove venite? Cosa portate? Dove andate?  Un Fiorino!” ad ogni minimo movimento alla dogana. 

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