COP26: il menu solleva dubbi di alimentazione sostenibile?

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selection of healthy food

COP26: il menu dei leader mondiali che si riuniscono per combattere il cambiamento climatico include principalmente piatti vegetariani e nonostante, solo alcuni piatti sono a base di carne, ci sono state critiche, scopriamo di cosa si tratta.

Quale è il menu della COP26?

La COP26 vuole essere un punto di riferimento per gli eventi futuri rendendo più sostenibili le sue opzioni di cibo e bevande. L’80% del cibo è di provenienza locale dalla Scozia e gli organizzatori si sono concentrati sul giusto tipo di prodotti, come l’alga Mara di Edimburgo “che è abbondante e interamente sostenibile e non richiede fertilizzanti, acqua dolce o terreno per crescere”. Un’azienda agricola che fornisce cibo per il vertice utilizza “turbine eoliche per alimentare il loro deposito fresco, biomassa per fornire riscaldamento e riciclare attivamente l’acqua che usano”. Le tazze dell’evento sono riutilizzabili, il che, secondo gli organizzatori della conferenza, impedirà ai delegati di buttare via 250.000 contenitori monouso.

COP26: ecco il menu sotto accusa

Al COP26: il menu contiene in particolare il salmone d’allevamento di un produttore con problemi di pidocchi marini, così come alcuni piatti di carne rossa. Il bestiame contribuisce per il 14,5% alle emissioni globali di carbonio dall’attività umana, quindi servirlo a un vertice sul clima spicca particolarmente dolente. Gli attivisti di Animal Rebellion hanno scalato l’edificio del Ministero degli Interni a Westminster, che comprende il Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali, chiedendo al governo del Regno Unito di smettere di sovvenzionare l’industria della carne e di investire in un futuro basato sulle piante.

COP26: il menu in linea con la natura internazionale

L’Utilizzo è principalmente dei prodotti scozzesi per offrire un menu di ispirazione internazionale. Ci sarà anche una fusione scozzese con alcuni piatti internazionali come lo “Scotch beef ramen”. Il presidente designato della COP26, Alok Sharma ha dichiarato: “Ci sarà un’enorme quantità di lavoro da svolgere alla COP26, con molte ore di trattative e lunghe giornate, quindi la scelta del cibo che serviamo alle nostre delegazioni in visita, al personale e a tutti i nostri volontari è molto importante”. “E’ emozionante vedere tanta innovazione nei menù che verranno proposti e capire il pensiero e lo sforzo che è stato messo nel realizzare piatti sani, sostenibili e adatti a diete ed esigenze diverse. Non vediamo l’ora di offrire ai nostri visitatori internazionali un assaggio dell’ampia cucina che il Regno Unito ha da offrire”.

COP26: il menu sostenibile a km zero

Kevin Watson, direttore aziendale, SEC Food ha dichiarato: “Abbiamo lavorato duramente per creare menu a basse emissioni di carbonio accessibili a tutti. Speriamo che la nostra strategia alimentare sostenibile plasmi i menu del futuro mentre lavoriamo tutti per proteggere il nostro pianeta. Oltre a fornire cibo gustoso e nutriente, i nostri menu si concentrano sull’approvvigionamento locale e stagionale, con un approccio vegetale. Siamo stati lieti di presentare e lavorare con così tanti fornitori scozzesi locali e i nostri team non vedono l’ora di supportare l’evento”.

La produzione di carne in generale

Ridurre la quantità di carne che si mangia è un modo per avere un impatto sui cambiamenti climatici, o addirittura essere più esigenti sul tipo di carne che si mangia. Passare dal manzo al pollo fa un’enorme differenza, passare a niente carne ancora di più. La stessa quantità di pollo produce l’88% di CO2 in meno rispetto al manzo. Un’altra opzione, sono alternative come i bocconcini di pollo a base vegetale di Impossible Foods, che sono completamente senza carne.

COP26: il menu fa la differenza?

L’alimentazione è responsabile per il 32% della nostra salute e per il 25% dell’impatto di ognuno di noi sull’ambiente. Secondo un rapporto FAO, infatti, rispetto al settore industriale e a quello dei trasporti, l’alimentazione ha un maggiore impatto ambientale. Prima di tutto a causa del massiccio consumo di carne: l’industria della carne contribuisce fino al 22% dei gas serra prodotti ogni anno dalla terra. Praticamente la produzione e il consumo di carne emette annualmente circa 8 miliardi di tonnellate di CO2. Anche il trasporto di cibo, però, ha un grosso impatto sull’ambiente: calcola che un pasto medio, prima di arrivare sulla tua tavola, percorre circa 2.000 km.

L’Impatto del cibo che arriva dall’altra parte del mondo

Vuoi mangiare una squisita carne argentina? Un kg di carne argentina viaggia per 11.000 km, bruciando circa 7 kg di petrolio, che immettono nell’aria 22 kg di CO2. Adori i kiwi? Quelli della Nuova Zelanda, per ogni kg trasportati in aereo, liberano circa 25 kg di anidride carbonica, consumando 6 kg di derivati del petrolio. È importante fare queste considerazioni, prima di acquistare.

Alimentazione sostenibile: salvare per salvarci

Cosa si può fare?

Seguire un’alimentazione green, con consumo di cibi sani dal punto di vista nutrizionale, ma anche con un basso impatto in termini di uso del suolo, emissioni di sostanze inquinanti e risorse idriche.

Acquistare prodotti a “km zero”

Preferire i prodotti locali, abbatte i costi del trasporto, il loro costo finale e le emissioni di anidride carbonica.

Mangiare frutta e verdura di stagione

Ne gioverà la salute e mangiare prodotti stagionali freschi e raccolte secondo la loro maturazione naturale non è lo stesso che cibarsi di prodotti pieni di additivi, ad esempio. Le verdure e la frutta di stagione la conosciamo: è quella che costa meno. Basti pensare a un tir che trasporta prodotti attraversando l’Europa, con le celle frigorifere accese, quanto consuma in carburante.

Ridurre i consumi di carne

Alternare il consumo di carne con quello dei legumi. Recenti ricerche indicano che l’allevamento di animali da macello è un’attività che produce emissioni di gas serra di origine antropica (anidride carbonica, protossido di azoto e metano). Perché non rivolgersi a produttori di carne locali (fattorie, aziende agricole) in modo da diminuire l’impatto del trasporto?

Coltivare un orto domestico

Più salute per te e meno impatto per l’ambiente, grazie alla crescita che sta avendo l’orto domestico: ci sono anche attrezzature per coltivare piccoli ortaggi ed erbe aromatiche in terrazzo.

Ridurre lo spreco alimentare

Circa 1/3 della produzione mondiale di cibo viene buttata via. In pratica sfruttiamo l’ambiente per prodotti che non andranno a nutrire nessuno. Occorre acquistare con attenzione il cibo e riempire il carrello solo di quello che effettivamente si consuma. Vengono molto pubblicizzati anche servizi che permettono di acquistare a basso prezzo cibi prossimi alla scadenza e supermercati che dopo una certa ora del pomeriggio applicano forti sconti invece di buttare il pane, il pollo arrosto o altri prodotti di gastronomia che rimarrebbero invenduti. Anche queste sono soluzioni intelligenti per ridurre lo spreco alimentare.

Imparare a riciclare gli avanzi

Gli avanzi del pranzo possono diventare una cena gustosa. Qualche esempio? Con la pasta rimasta in pentola puoi preparare una frittata di pasta, con il riso avanzato si fanno gli arancini, oppure fare delle torte salate con le verdure e i formaggi che si ha in frigorifero, sono le famose ricette “svuota-frigo” utili e gustose.

Evitare i prodotti confezionati

Scegliere cibi non confezionati significa ridurre gli imballaggi di plastica, e quindi una enorme quantità di plastica e carta. Nei negozi specializzati vendono anche la pasta sfusa.

Bere acqua del rubinetto

L’acqua del rubinetto non solo è quella più controllata, ma elimina una bella parte di consumo di plastica. Per l’attività fisica o la scuola dei bambini puoi usare le borracce termiche, che oltretutto sono un gadget di tendenza e si compra per pochi euro anche online.