COP15: biodiversità, cosa fare per salvare la natura?

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Mancano ormai meno di 100 giorni alla Cop15, la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica. In questi colloqui, che si terranno a Montreal, in Canada.

A dicembre: COP15

Nel dicembre 2022, mentre tutti gli occhi saranno puntati sulla Coppa del Mondo di calcio maschile del Qatar, una conferenza di diplomatici tenterà una “rimonta” per invertire la rotta nella crisi della biodiversità. L’eredità dei vertici mondiali sulla biodiversità è equiparabile a quella della più scarsa delle squadre di calcio. Dal 1992 le COP sulla biodiversità hanno sempre offerto uno spettacolo di opportunità mancate, promesse non mantenute e auto sabotaggi. Tuttavia, forse, questa volta potrebbe essere diverso?

Cop15: dal 1992 a oggi

Nel 1992 la Convenzione sulla Diversità Biologica è stata il primo accordo globale a coprire tutti gli aspetti della biodiversità. Gli obiettivi principali erano tre: la conservazione della biodiversità, l’uso sostenibile delle sue componenti e l’equa condivisione dei benefici derivanti dalle risorse genetiche. Negli anni successivi i progetti in favore della biodiversità sono stati deludenti. Gli obiettivi di Aichi lanciati nel 2010 sono stati il fallimento più significativo. Dei venti obiettivi stabiliti da raggiungere entro il 2020 non è stato raggiunto nessuno. Tuttavia con il riconoscimento della crisi e del cambiamento climatico e della perdita della biodiversità è cresciuta la speranza che l’immobilità della politica globale in relazione alla biodiversità possa cambiare.

I governi di tutto il mondo si riuniranno per concordare obiettivi

Volti ad arrestare la distruzione del mondo naturale e proteggere la biodiversità. Con la Terra che subisce la più grande perdita di vite umane dall’estinzione dei dinosauri. Ciò che viene deciso in questo incontro potrebbe plasmare il futuro del pianeta e dell’umanità.

La scadenza del Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020

I relativi 20 Obiettivi di Aichi ha creato un vuoto normativo nella tutela globale della biodiversità. L’oggetto delle negoziazioni a COP15, la quindicesima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità (Convention on Biological Diversity o CBD) ha come obiettivo primario di colmare questo vuoto, con l’Accordo Globale per la Biodiversità post 2020. 

ONU: riprende conversazione per la salvaguardia delle biodiversità

Il Global Biodiversity Framework (GBF)

La bozza del piano d’azione che sostituirà gli Obiettivi Aichi, ovvero il Global Biodiversity Framework, rappresenta l’equivalente naturalistico dell’Accordo sul clima di Parigi. Il GBF pubblicato nel 2021 contiene 21 obiettivi. Tra i progetti principali ci sono: la conservazione del 30% della terra e del mare entro il 2030. L’aumento degli investimenti in biodiversità fino a 200 miliardi di dollari all’anno, la riduzione dei pesticidi di almeno due terzi e l’eliminazione dello scarico dei rifiuti di plastica.

Il tema, richiede ancora una notevole quantità di lavoro per arrivare a un compromesso

Nel testo ci sono diverse proposte molto diverse tra loro: allocare 10 miliardi di US dollari all’anno, allocare almeno 100 miliardi di dollari americani all’anno entro il 2030 o allocare una cifra da definire di dollari americani all’anno. 

COP15:i delegati hanno ribadito la necessità di trovare un accordo

Far coincidere le ambizioni dell’Accordo con meccanismi finanziari altrettanto ambiziosi, evidenziando la necessità di finanziamenti adeguati, prevedibili e accessibili. Molti hanno chiesto un fondo globale dedicato alla biodiversità, sottolineando che il mancato raggiungimento degli obiettivi Aichi è da ritrovare anche nell’inadeguatezza della strategia di mobilitazione delle risorse.