“CONVIVERE CON LA PARANOIA”

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Queste quattro righe,non vogliono sviscerare completamente la patologia,peraltro molto complessa e non sempre uniforme e uguale per tutti,ma vogliono illustrare un’esperienza di vita ormai vissuta in compagnia di tale sofferenza da ben 30 anni.I primi allarmi che qualcosa non va proprio per il verso giusto,i primi campanelli d’allarme del corpo umano,li definirei(non essendo un medico)a modo mio,attenzione stato di allerta e pericolo,moltiplicato in maniera esponenziale,all’ennesima potenza.

Ecco che anche il minimo gesto,uno sguardo sospetto o meglio semplicemente diffidente,in una normalissima strada di città,anche da una persona mai vista,uno sconosciuto,può essere interpretato come pericolo per la nostra persona,un segnale di cospirazione contro di noi,un gesto,un’avviso.Si lo so,ha dell’incredibile,ma il disturbo dell’iper-attenzione,cosi’io lo chiamo,può portare a conseguenze,e sofferenze devastanti per la nostra psiche e quiete.

Ecco,ce l’hanno con me,sembra sussurrare il pensiero iper allertico,ossessivo e diffidente;a un tratto sei condizionato nei pensieri,nei movimenti,completamente impaurito,spaesato,e anche una normale passeggiata all’aria aperta può trasformarsi in un vero e proprio inferno.Allora stai li,sudi poi hai freddo non sei più spontaneo sorridi e saluti con amicizia anche chi in realtà,vedi come potenziale nemico…..

Allora continui col tuo interpretare a senso unico,pensieri,parole,fatti,tutto è contro di te,tutto è un vero e proprio pericolo,ma tu;sei più forte,non farai mai vincere loro,perchè il tuo delirio ti porta a essere un’eroe,cioè subentra la sopravvivenza e sofferenza,non puoi perdere la battaglia contro te stesso,che inevitabilmente finisci col proiettare negli altri.

E’ dura,ammettere a se stessi che forse ci stiamo sbagliando,che forse interpretiamo col paraocchi ciò che anche può essere un semplice,e causale dettaglio,in una vera e propria cospirazione,un pericolo improvviso.Allora non dobbiamo far capire al nemico che sappiamo che lui ce l’ha con noi,fingiamo non esserci accorti di lui e che tutto è normale;ma soffriamo,ci disintegriamo,siamo fortissimi e imbattibili,ma nello stesso tempo molto,ma molto vulnerabili.

Quale torto possiamo aver fatto,a quella,quello,a quel gruppo di persone,che ce l’hanno con noi,che nella nostra mente,ormai logora,ce la vogliono far pagare,si lo sò,non è facile capire,allora si cerca di razionalizzare il tutto,in quei pochi attimi che hai di lucidità,però,una cosa permane,e non ti abbandona,la sofferenza,l’ipersensibilità,e la quotidianeità,che devi comunque affrontare:nel lavoro,nella società,nella vita di tutti i giorni.

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