Si è tenuto questa mattina un importante convegno all’interno dell’ex campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia. I lavori sono iniziati con i saluti del sindaco di Tarsia Roberto Ameruso e del consigliere delegato alla cultura Roberto Cannizzaro. La manifestazione culturale dal titolo “La memoria” rientrava nel quadro delle celebrazioni sullo sterminio del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale. Il presidente dell’UNPLI provinciale Antonello Grosso La Valle ha coordinato i lavori. Molto apprezzati dal pubblico partecipante gli interventi dei relatori Nadia Campilongo (sociologa), Vincenzo Carozzino (avvocato), Francesca Rennis (docente di storia e filosofia) e Davide Gravina (storico). Il convegno si è concluso con la proiezione del film di Salvatore Lo Piano “La croce e la stella”. Durante i lavori è stata evidenziata la vicenda storica del naufragio del battello “Pentcho”, carico di 500 ebrei partiti da Bratislava e salvati nel mar mediterraneo dal capitano della marina militare italiana Carlo Orlandi. Ebrei trasferiti immediatamente sull’isola di Rodi, e successivamente – attraverso la Croce Rossa Internazionale – nel campo di concentramento di Ferramonti (Calabria). A sollecitare il passaggio degli ebrei nel suddetto campo fu personalmente il papa Pio XII, dopo aver ricevuto in udienza e raccolto la testimonianza di uno dei sopravvissuti del battello “Pentcho”. A raccontare al sommo pontefice la situazione degli ebrei sull’isola di Rodi fu Howard Heinz Wilsa (1920-2004), che scrisse successivamente un memoriale sull’intera vicenda. Un documento importante, scritto da un testimone della miracolosa storia (Wilsa), custodito dal centro di documentazione ebraica contemporanea con sede a Milano. Recentemente sulla vicenda si è soffermato il Presidente della Repubblica Slovacca Andrej Kiska. Quest’ultimo, in una cerimonia ufficiale tenutasi a Roma, ha voluto personalmente consegnare ai familiari del capitano Carlo Orlandi un importante riconoscimento.  L’attribuzione di una onorificenza di Stato ad un soldato, il quale durante il conflitto mondiale, attraverso il suo coraggio, ha tratto in salvo centinaia di persone, metà dei quali di nazionalità slovacca.

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