Continuo a chiamarla Birmania e a dire che i suoi bambini muoiono

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Birmania

Io continuo a chiamarla Birmania, lascio a voi l’onore di chiamarla in altro modo, e far finta che quello che accade non stia accadendo. Certo! Non sono i vostri figli, le vostre madri o i vostri vecchi. A sei mesi dal colpo di Stato, uno dei tanti negli ultimi trenta anni, e tutti magistralmente ignorati, la situazione si può definire: disumana.

Continuo a chiamarla Birmania e non sono un radical chic, ma voi perchè la ignorate?

Il sistema è al collasso. Sei mesi dopo il golpe, i militari sparano ad altezza d’uomo e sapete chi trovano? Bambini, donne e vecchi. Per un momento possiamo dimenicare la disputa tra il Governo legittimamente votato e il Governo militare? Possiamo guardare altrove? Se riusciamo a farlo, arriviamo a comprendere una cosa. Le persone che sfilano in corteo, per il 90% uomini, fanno soltanto degli slogan, non attaccano nessuno, ma soprattutto non uccidono nessuno. Allora mi domando: perchè sparare proiettili veri ad altezza d’uomo? E perchè, in tutto questo sangue, il mondo non si è fatto garante dei deboli? Non sarà perchè dietro tutto questo c’è la Cina? Allora sarebbe logico pensare, che per tener buoni e sempre vantaggiosi gli scambi commerciali, bambini, donne e vecchi possono essere amazzati per le strade mantenendo il silenzio?

Ci dimentichiamo qualcosa?

Beh direi di si! Per esempio se i bambini non muoiono ammazzati per le strade, per gl spari dei militari, muoiono di fame perchè la pandemia sta portando via i loro genitori. A causa della pandemia i bambini rischiano di perdere i loro genitori o tutori legali di riferimento perché restano vittime del virus. Il tasso dei contagi è infatti aumentato notevolmente arrivando al 37%, sempre considerando che si tratta di stime al ribasso. Io continuo a chiamarla Birmania perchè non voglio essere vostro complice. Certo che è facile scrivere un articolo e basta, però è come accendere i riflettori su quella situazione. Il tentativo di contagiare altri colleghi, il tentativo di non far calare l’attenzione sui bambini che muoiono.

Perchè cosi è in ogni via

Non lasciate il silenzio coprire le lacrime che non hanno urlo se non quello della morte. Buia perversa e riversa nel perverso riversare di morte ciò che è più perverso: il silenzio. Madri in ginocchio cullano volti che non hanno più vista. Spenti occhi guardano l’essenza del vuoto senza poter proferir lacrima e grida. Sono solo bambini, accovacciati per voler di grembo tra le braccia senza forza di madri mozzatte dalla morte. Io continuo a chiamarla Birmania, continuo a sperare che il suo nome non svanisca insieme agli occhi stanchi di bambini senza respiro“.