Continuano gli incendi in Grecia : Mati come Pompei

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epa03364503 Citizens of the village of Lithi find refuge at the beach as a wildfire burns on a mountain next to it, in the island of Chios, Greece, 18 August 2012. EPA/ALEXANDROS VLACHOS

 

Sono almeno 47 i roghi che dalle sei di ieri mattina  stanno mettendo in ginocchio la Grecia. Le città maggiormente colpite sono Rafina e Mati. Si contano 74  morti e 556 feriti, tra questi vi sono 16 bambini ricoverati  in gravi condizioni. Si dirada il fumo e ciò che resta, sono i corpi carbonizzati abbracciati che fanno di Mati la nuova Pompei.

Gli aiuti dall’Europa non si sono certo fatti attendere: L’italia, così come altri stati – Francia, Germania, Turchia, Russia – ha messo a disposizione i mezzi necessari per contenere le fiamme.

Il primo ministro greco Tsipras ha dichiarato: “Non lasciamo che il lutto ci sommerga, è tempo di combattere. Ora è il momento dell’unità e della solidarietà, è il momento della mobilitazione e della lotta per salvare il salvabile”.

Non si placano i sospetti della stampa greca che sottolinea come vi sia qualcosa di anomalo in questi incendi, che sembrerebbero di natura dolosa, appiccati – sempre secondo la stampa greca – da piromani, al fine di saccheggiare le case abbandonate dai turisti.

La Farnesina fa sapere che non vi è alcun connazionale tra le vittime.

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