Continua l’appuntamento con la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

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Domani si apre a Roma la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, il prestigioso evento di valorizzazione culturale e letteraria e di incentivo alla produzione editoriale sul territorio nazionale che quest’anno sarà ospitato dal 4 all’8 dicembre presso la storica sede La Nuvola in cui a partire dal 2017 la manifestazione ha sede, importante centro congressi innovativo e moderno ubicato nella zona EUR e progettato dal celebre studio Fuksas.

La Nuvola

Giunta alla 18esima edizione, la fiera è sostenuta dal Centro per il libro e la lettura, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dalla Camera di Commercio di Roma e da ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane con il contributo di SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) e di BNL Gruppo BNP Paribas, realizzata in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma, ATAC Azienda per i trasporti capitolina, EUR spa, Roma Convention Group e si avvale della Main Media Partnership di RAI. Più libri più liberi, questo lo slogan programmatico e il titolo del festival, è l’unica fiera al mondo dedicata esclusivamente all’editoria indipendente dove ogni anno, per tutti e cinque i giorni di durata dell’evento, centinaia di editori provenienti da tutta Italia, presentano ed espongono al pubblico il proprio catalogo e le novità appena uscite o in via di pubblicazione.

Interno de La Nuvola

Ma la fiera non è soltanto un’immersione asettica nel mondo dell’editoria minore, infatti diventa un’esperienza attiva sia per il pubblico che per gli espositori poiché l’organizzazione dell’evento, oltre che mettere a disposizione aree in cui gli editori possono pubblicizzare la loro casa e farsi conoscere nonché dare la possibilità ad appassionati di libri o eventuali autori, siano essi affermati o ancora in erba, di mettersi in contatto diretto con le case editrici, gli editor e gli scrittori stessi, permette di cimentarsi in workshop, sezioni informative interattive e di reading, programmi culturali consistenti in varie attività fra cui dibattiti con gli autori, confronti su temi di attualità e agevolazioni per la promozione alla lettura, poi ancora saranno presenti iniziative di ascolto e confronto sulle tematiche di settore e performance musicali.

La missione della Fiera, nata nel dicembre del 2002 da un’idea del Gruppo Piccoli Editori della AIE (Associazione Italiana Editori), associazione che festeggia proprio quest’anno i 150 di fondazione, è essenzialmente quella di appoggiare i piccoli editori privati o le case editrici di piccole o medie dimensioni permettendo loro, attraverso la possibilità d’incontro e riunione concesso dalla fiera avente l’utile funzione promozionale di rafforzare e incrementare la voce delle piccole realtà editoriali, trampolino di lancio fondamentale per resistere ai continui assalti provenienti dalla concorrenza e da una burocratizzazione eccessiva esistente in territorio nazionale, di sostenere la rivalità con le grandi aziende editoriali. Rischiando di essere schiacciate dalla sopraffazione in termini di forza produttiva e bacino commerciale di competenza dai grandi editori, le piccole e medie case editrici per farsi valere sul mercato devono saperlo padroneggiare con le armi dell’astuzia e della personalità.

Logo dell’AIE

Per le piccole aziende editoriali, che in alcuni casi estremi assumono le forme di associazioni o agenzie a tenore familiare, per poter sopravvivere nella difficile corsa alla produzione letteraria, sia essa cartacea o digitale, l’importante è crearsi e trovare un indirizzo stilistico e tematico ben preciso così da rendere la propria editoria unica ed esclusiva. Curare i dettagli, attenzionare con occhio critico l’apparato organizzativo dell’azienda e delle opere pubblicate, consolidarsi con una adeguata e forte pubblicità nonché cercare un taglio particolare e concentrare le forze e le intenzioni verso una determinata nicchia di interessi, rivolgendosi magari a un certo tipo di pubblico o organizzandosi attorno a temi o generi specifici trattati con sfaccettature inedite, è una buona soluzione per concorrere nel mercato editoriale per quanto riguarda i piccoli produttori letterari. Di questi argomenti si parlerà in Fiera, su come migliorare la programmazione editoriale, su quali tematiche focalizzare l’attenzione editoriale attuale anche seguendo non solo agli interessi manifestati dal pubblico di lettori ma anche in relazione alla cronaca odierna, ci si confronterà poi su come migliorare la gestione della casa, e non mancheranno consigli e soluzioni per quanto riguarda le modalità da adottare per far fronte alla crisi editoriale e alle varie difficoltà che si possono incontrare nel cammino alle pubblicazioni.

La Fiera, che è possibile trovare sui social attraverso l’ashtag #piulibri e che dovrebbe essere motivo di vanto per l’Italia che grazie a questa manifestazione dimostra quanto ancora, nonostante le difficoltà incontrate dal comparto libri quale riflesso di una grave e acuta deferenza verso la cultura e il sapere che purtroppo non risparmia l’insegnamento scolastico, oltre ad offrire una vetrina d’eccezione alla piccola editoria, principale punto fermo dell’evento che incontra sotto le feste natalizie una maggiore spinta propulsiva in questo senso, diventa anche un modo relativamente inusuale di incentivare la cultura nel nostro Paese. Chiaramente, essendo non solo pensata come congresso di autori ed editori ma pure come un grande incontro che riunisce libri e lettori in un’atmosfera che, accanto a conferenze più cattedratiche, permette di fare esperienza seria e al contempo divertita e spensierata del libro, risulta essere una delle maggiori, se non la più autentica e grande, esperienze bibliofile e culturali italiane. Il libro diviene perciò il punto di svolta della società, la quale senza il supporto del racconto e della saggistica si troverebbe a vagare sperduta nel mare dell’incongruità e dell’inconsapevolezza, in quanto una sana cultura è il pilastro della vita retta ed equilibrata.

Leggere, e non solo studiare, significa ampliare le vedute, trovare modi nuovi di risolvere i problemi e affrontarli con coraggio e serenità, affacciarsi alla curiosità e coltivarla affinché essa si trasformi in saggezza e compassione, leggere è l’altra faccia dell’educazione, della crescita e della scolarizzazione per non parlare dell’importanza che quest’atto ha sul mantenimento razionale e critico della persona. Ecco allora che il libro si trasforma in qualcosa di spirituale che porta l’uomo, come in un’esperienza dei sensi e della mente, a conoscere se stesso e il mondo più approfonditamente, ma il libro diventa anche motivo di riflessione sull’economia e il potere sociale, in quanto esso, soggetto alle esigenze di mercato e ai bisogni umani, deve rispettare i bisogni di ciascuna persona attenendosi al commercio senza per questo tramutarsi però in effimero oggetto di consumo. Esso, il libro, è il simbolo della necessità di equilibrio tra la dignità umana e i diritti popolari e gli altrettanto serventi bisogni di mercato, questo innesto di carta e inchiostro o di algoritmi digitali che si trasformano in parole tramutandosi in libro, inteso come crogiolo di sapienza, bene culturale primario di inestimabile, e irresistibile, valore, si assomma nel mistero della forza della semplicità che diventa immensa ricchezza desumendo da esso, esperienza che mette in comunicazione come in un’idea mistica il basso rappresentato dall’effimero e dal mercato con l’alto, riferito alla coscienza e alla saggezza, una possibile e virtuosa, se ben compiuta, collaborazione tra economia e sapere.

Queste due realtà che in una società civile ottimamente governata dialogano tra loro senza che l’una oscuri l’altra, trova nel libro il suo esempio di massima e giusta espressione. La Fiera è stata pensata in modo tale che ogni persona, dai più piccoli ai più maturi, possa trovare motivo di interesse e di intrattenimento e per la propria fascia d’età e per la sensibilità a un certo tipo di visione letteraria. Inoltre Più libri più liberi partecipa ad Aldus, European Bookfairs Network, la rete europea consorziale di editori e associazioni dedicate all’organizzazione delle fiere del libro attualmente molto attiva soprattutto, oltre che in Italia, in Portogallo, Germania, Romania, Lituania e Lettonia, agenzia il cui nome molto probabilmente fa riferimento all’azienda di desktop publishing Aldus Corporation e di conseguenza al famoso stampatore Aldo Manuzio, cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa volta all’organizzazione di attività e iniziative per l’internazionalizzazione delle imprese editoriali, alla circolazione delle opere attraverso le traduzioni e alla formazione dei professionisti del settore, con particolare riferimento alle sfide del digitale nonché attenta a programmi di fellowship e attività di formazione comunicativa ed editoriale.

Logo di Aldus

La manifestazione è un’ottima piattaforma non soltanto per implementare la cultura e direzionarla verso una maggiore sensibilizzazione di essa stessa e delle problematiche che il mondo contemporaneo si trova a dover contrastare, ma è anche una possibilità unica, come dimostrato dall’interesse della UE che con il programma Europa Creativa si impegna a finanziare iniziative appartenenti a realtà culturali e creative, di dare consistente e sufficiente valore al sapere che si declina anche nel settore turistico il quale, grazie alla partecipazione delle regioni alla manifestazione, raccoglie slancio dalla fiera del libro e dell’editoria. Per l’edizione di quest’anno grande attenzione è stata profusa all’Europa, tema della Fiera 2019, proprio per sensibilizzare sull’importanza dell’unità, delle differenze, del dialogo, dell’identità, dell’accoglienza, della fratellanza, dei valori e del multilinguismo, quest’ultimo trattasi di un argomento da non sottovalutare in quanto strettamente connesso col mezzo libro e punto d’incontro nonché mediazione tra culture ed imprescindibile elemento di tolleranza.

Il principale contrasto all’irrazionalità, al menefreghismo e alla indigenza non può non partire dalla cultura la cui trasmissione trova via franca nel libro. La tematica proposta fa riflettere anche su alte questioni calde le cui conseguenze non devono essere sottovalutate o accantonate, quali gli assetti geopolitici, le migrazioni di esseri umani e le preoccupazioni di un sovranismo che sembra essere sempre più forte e dilagante, temi che fanno da contraltare alla democrazia e i diritti civili. Sollevati dalla denuncia dell’AIE che afferma che il 2019 si conferma essere un anno positivo per l’editoria italiana essendo cresciute le copie vendute sino a novembre per un fatturato che ammonta ad un aumento del 3,7% secondo i dati Nielsen effettuati sui libri di varia, esclusi i volumi scolastici ed universitari, e i canali trade, da intendersi le librerie indipendenti e di catena, la grande distribuzione organizzata e piattaforme online compreso Amazon, ci si augura un ulteriore incremento esponenziale delle vendite dei libri e della cultura di conseguenza.

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