Continua la protesta dei “gilet gialli” a Parigi: le forze dell’ordine blindano la città, ma loro conquistano gli Champs-Elysees.

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gilet gialli
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I disordini dilagano. Già dalle prime ore della mattinata odierna, Parigi ha visto nuovamente le sue strade riempirsi di “gilet gialli”, soprattutto nella zona della Place de la Concorde, alla fine degli Champs-Elysees, l’area dove nei giorni scorsi, il Ministero dell’Interno aveva vietato qualsiasi tipo di assembramento.

La manifestazione autorizzata è prevista per le ore 14 di oggi nella zona di Champ de Mars, vicino alla Tour Eiffel, e nonostante la polizia abbia cercato di bloccare i manifestanti all’entrata di Place de la Concorde, intorno alle 10 sono riusciti a invadere la zona vietata e protetta risalendo l’Avenue in senso contrario.

Dopo le manifestazioni di una settimana fa, la giornata di oggi si annuncia molto tesa; infatti a Parigi in particolar,e è in programma anche un’altra manifestazione, contro tutte le violenze sessuali e sessiste.

Nonostante la polizia abbia spiegato la grande difficoltà nel reprimere le mobilitazioni, in quanto molto diffuse, improvvise, non autorizzate e condotte da gente comune non avvezza a questo tipo di eventi, nella maggior parte dei casi non sono stati riscontrati incidenti.

Il bilancio complessivo ad oggi però, sperando che non si aggravi nella giornata di oggi e di domani, è di un morto e di 400 feriti circa, di cui 14, che comprendono anche dei poliziotti, si trovano in condizioni piuttosto serie.

Una manifestante di 63 anni, Chantal Mazet, è morta dopo essere stata investita da una macchina guidata da una donna, che stava portando la figlia da un medico e che ha forzato un posto di blocco. La donna è stata poi arrestata e incriminata. La polizia ha finora arrestato 282 persone e 157 si trovano ancora sotto custodia.

I manifestanti chiedono di incontrare il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron; motivo per cui hanno concentrato la loro presenza davanti alla sua residenza. Ma vediamo chi sono i “gilet gialli” e per quali motivi stanno portando avanti una manifestazione così massiccia e imponente.

Sono stati definiti “gilet jaunes”, ovvero “gilet gialli”, in quanto durante la protesta, portano i giubbotti retro-riflettenti che come prevede la legge francese, ma anche quella italiana è obbligatorio indossare, quando si scende da un veicolo per cause di emergenza.

I “gilet gialli”, sono circa 290 mila semplici cittadini, a quanto pare ben organizzati anche se non appartenenti a gruppi, partiti o sindacati, che hanno iniziato la loro protesta Sabato 17 e Domenica 18 Novembre in 2.034 luoghi di tutta la Francia, ostacolando e bloccando la circolazione su strade, superstrade e autostrade.

Sulla pagina Facebook, attraverso la quale sono state diffuse le maggiori informazioni, si dice che i “gilet gialli” sono persone comuni, pensionati, artigiani, studenti, disoccupati, uomini d’affari e così via, preoccupati di non arrivare alla fine del mese.

La protesta è stata scatenata dai rincari sui carburanti, benzina e gasolio, causati da quelle che vengono definite le “politiche anti-auto”, volute dal governo del Presidente Emmanuel Macron, che si è adoperato anche per abbassare i limiti di velocità, rafforzando i controlli, e introdurre nuovi incentivi per le auto elettriche o ibride.

Questi provvedimenti, hanno visto salire il prezzo del gasolio del 23% e quello della benzina del 15% in un anno e come se non bastasse, dal Gennaio del 2019 sono previste nuove tasse, che faranno aumentare ulteriormente i prezzi della benzina e del gasolio, rispettivamente di 2,9 e di 6,5 centesimi al litro.

Secondo il Governo francese, queste norme sarebbero il primo passo verso una conversione ecologica dei veicoli, a causa del forte inquinamento riscontrato non solo in Francia, ma anche in molte altre parti del Mondo.

I “gilet gialli” però, vogliono porre l’attenzione sul centro della loro protesta, denunciando non solo i rincari, ma soprattutto il fatto che questi, andrebbero a pesare su una situazione economica generale che è già molto difficile e sul fatto che, nonostante gli incentivi, sarebbero davvero pochi coloro che potrebbero permettersi di acquistare un’auto nuova elettrica o ibrida, a causa dei prezzi comunque troppo alti.

Le reazioni politiche, hanno visto presentarsi tra i manifestanti anche alcuni uomini di spicco, con addosso anche loro il gilet giallo: il Presidente del partito conservatore Les Répubblicains, Laurent Wauquiez, il leader del partito di sinistra La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, il primo segretario del Partito Socialista, Olivier Faure e Marine Le Pen, del partito di estrema destra Rassemblement National (l’ex Front National), che ha dichiarato: “La mobilitazione è stata un grande successo”.

Ma il Presidente Macron è deciso a rimanere fermo sulle misure da adottare: “Siamo all’ascolto dei francesi, abbiamo sentito la loro esasperazione. Ma la rotta non cambia se si alza il vento”.

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