Contenere la mobilità privata: le parole di Arianna Censi

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Alla fine del 2018 è stato approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile a Milano. L’Assessore Arianna Censi spiega perché sarebbe opportuno contenere la mobilità privata.

Sarà possibile contenere la mobilità privata?

Il Piano Urbano di cui sopra elenca le strategie e le linee guida sul futuro della mobilità a Milano. Parlando di questo, così si è espressa Arianna Censi, Assessore della Mobilità per la seconda amministrazione con Giuseppe Sala. “Partiamo dal presupposto che è necessario contenere, per quanto possibile, la mobilità privata” ha esordito. “Siamo ancora a circa un’auto di proprietà ogni due abitanti, troppo per permettere una mobilità snella e sostenibile della nostra città”.


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Un approccio neutro per le emissioni

Intervistata dalla rivista Quattroruote, l’assessore Censi ha risposto ad alcune domande. Una di queste riguarda l’approccio alle tecnologie per il contenimento delle emissioni, che l’amministrazione si è proposta come “il più possibile neutro”. Alla domanda se l’obiettivo rimane di portare in tempi brevi all’elettrico completo, ecco la risposta.

Un discorso più ampio

Come dicevamo più sopra, secondo l’assessore sarebbe consigliabile disincentivare l’auto privata compensandola con una serie di servizi. Ad esempio, spiega, qualche settimana fa il Comune di Milano è stato candidato nel progetto Maas, la costruzione di una piattaforma per cittadini e imprese che unisca tutti in un sistema che permetta un percorso più semplice, meno costoso e più veloce. Nel 2000, prosegue, c’erano quasi 60 auto ogni 100 abitanti: nel 2020 sono scese a 50, ma sempre troppe.

Una questione sistemica

Alla domanda su come si pensa di intervenire per rendere Milano meno trafficata, l’assessore Censi ha risposto che si tratta di una questione “sistemica e strutturale”. Spiega che non si può pensare ad una transizione elettrica senza le necessarie infrastrutture, e senza un sistema integrato della mobilità. L’automobilista, insomma, deve poter lasciare l’auto fuori città e muoversi nel centro grazie alla rete di servizi di mezzi pubblici, micromobilità e veicoli elettrici a noleggio. Lo stesso dicasi per le colonnine di ricarica, che devono essere facilmente fruibili.

Il punto sulle colonnine di ricarica

Sempre parlando delle colonnine di ricarica, l’assessore ha fornito qualche dato. Nel 2016 Milano ospitava 29 colonnine e 58 punti di ricarica: nel 2021 erano 143 le colonnine e 286 i punti di ricarica. In più sono stati installati 314 punti di ricarica dedicati ai soli quadricicli, e parte di questi saranno riconvertiti nel 2022. Ma anche 81 colonnine per autoveicoli che sono state autorizzate nel 2021 e saranno realizzate nel 2022. E il trend sta aumentando positivamente.

Le zone a 30 km/H

Ultima ma non ultima domanda, riguardo l’allargamento delle zone a 30 km/h. Secondo l’assessore la velocità media del traffico di Milano è di 12 km/h, quindi alla fine si parla di un aumento dei limiti, non di un abbassamento. La cosa davvero importante, aggiunge, è rendere più fluido e continuo il traffico. E conclude dicendo che il Comune è “dalla parte dei cittadini, ma anche delle imprese, che vogliamo sostenere nello sperimentare nuove forme di mobilità”.