Conte all’ONU – “La pandemia sia un’opportunità per un nuovo inizio”

Il premier italiano Giuseppe Conte nel videomessaggio all’Assemblea della Nazioni Unite parla della pandemia, della Libia e dell’immigrazione

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Conte all'ONU

Il premier italiano Giuseppe Conte ha parlato all’ONU. Nel suo videomessaggio parlando della pandemia di coronavirus ha affermato: “La pandemia sia un’opportunità per un nuovo inizio. Dobbiamo lavorare tutti insieme per voltare pagina”. Ha inoltre parlato dell’immigrazione, del cambiamento climatico e della pace.

Conte parla all’ONU

All’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti ha parlato il premier italiano Giuseppe Conte. Nel videomessaggio ha lanciato un messaggio di speranza parlando di inclusione e di cooperazione. Ha parlato della pandemia, di pace, di immigrazionee cambiamento climatico. Ha inoltre elogiato l’Italia definendola il simbolo della lotta alla pandemia.

Conte ha inoltre sottolineato che le sfide del futuro vanno affrontate insieme dalla comunità internazionale.

Nel discorso di apertuta Conte ha dichiarato: “Dalle ceneri di un conflitto mondiale che aveva devastato nazioni e popoli, la nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite segnava un nuovo inizio della storia mondiale, fondato sulla condivisione dei valori di libertà, pace e democrazia. Oggi ci troviamo ad affrontare una situazione altrettanto drammatica, seppur dovuta a mali differenti, inediti. Un nemico invisibile ha sconvolto le nostre esistenze e le nostre abitudini consolidate. Ha provocato vittime e soffocato l’economia mondiale, costringendoci a interrompere le relazioni sociali, a limitare le nostre libertà”.

Ha poi contiunato dicendo: “La pandemia da Covid-19 ha colpito indiscriminatamente tutte le regioni e i popoli del mondo mettendo nuovamente a dura prova l’umanità. Questa tragiedi ci ha cambiati ma ci consegna anche l’opportunità di un nuovo inizio. L’Italia è stato il primo Paese in Europa e in Occidente che si è trovato a fronteggiare questa emergenza su larga scala. Il nostro Paese è divenuto simbolo di uno sforzo collettivo, umano prima ancora che sanitario e politico, portato poi in dote all’intera comunità internazionale. Nelle settimane di profonda emergenza, l’Italia ha toccato con mano il sostegno e la vicinanza della comunità mondiale. Tante le manifestazioni di solidarietà e di assistenza e tanti, lo voglio sottolineare, gli attestati che hanno riconosciuto la forza, la resilienza e il coraggio dei miei concittadini a cui, anche in questa sede, sento il dovere di dire grazie per il grande senso di responsabilità dimostrato”.

Conte parla del vaccino all’ONU

Il premier ha poi parlato dell’importanza che il vaccino contro il coronavirus sia un bene per tutti. Ha infatti asserito: “L’Italia ha superato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria facendo tesoro dell’esperienza maturata direttamente sul campo nelle corsie degli ospedali, nei laboratori di ricerca. Un impegno che oggi sentiamo di condividere in un sistema multilaterale rinvigorito, con le Nazioni Unite al suo centro, per rendere quanto più concreta l’idea di un mondo all’altezza delle sfide poste dalla pandemia. Sin da subito abbiamo proposto la costituzione di un’alleanza internazionale per la lotta al Covid-19. Questa iniziativa ha contribuito a mobilitare, in tempi straordinariamente rapidi, oltre 40 miliardi di euro per la risposta globale dell’Unione Europea alla crisi, in particolare per garantire l’accesso equo e universale al vaccino, alla diagnostica e alle terapie”.

Ha anche aggiunto: “Oggi sono orgoglioso non solo che l’Italia, con i suoi scienziati, ricercatori e le sue aziende, sia protagonista in alcuni dei progetti più avanzati per la ricerca del vaccino. Mi rende orgoglioso in particolare poter dire anche che il nostro contributo e la nostra ricerca saranno patrimonio collettivo: il vaccino verrà messo a disposizione di tutti i popoli. Non possiamo permetterci di guardare al futuro del Pianeta e dei nostri figli con egoismo, ignorando il fatto che la tutela della salute rischia, in diverse, troppe parti del mondo, di essere un lusso”.

Il Premier parla della pace

Conte parlando all’ONU della pace ha affermato che molto importante che coò si raggiunga attraverso la mediazione e la prevenzione. Ha infatti dichiarato: “L’Italia crede fermamente che le questioni inerenti pace e sicurezza debbano essere affrontate attraverso la prevenzione, la mediazione, il consolidamento della pace. Le situazioni di crisi richiedono un approccio multidimensionale che ricomprenda sviluppo, politica, cultura, giustizia e diritti umani. Dobbiamo ridare alle ragioni della politica, politica con la P maiuscola, della diplomazia, del dialogo e – permettetemi di sottolinearlo, da giurista – del diritto internazionale la primazia sulle opzioni militari”.


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Il problema dell’immigrazione secondo Conte

Il premier nel suo intervento parla del problema dell’immigrazione. Ha affrmato: “l’Italia è in prima linea, quale Paese di ingresso nell’Unione Europea, per un cambio di prospettiva che conduca a un governo europeo autenticamente solidale e multilivello e per lo sviluppo di canali sicuri per la migrazione regolare. E’ necessaria un’azione collettiva di contrasto alle reti di trafficanti di esseri umani“. E parlando della Libia ha detto: “Per garantire pace e stabilità durature l’unica strada è la mediazione dell’Onu, impedendo interferenze ed ingerenze esterne. Bisogna cogliere e proteggere gli spazi di dialogo dopo il cessate il fuoco e consentire la ripresa della produzione petrolifera su tutto il territorio, promuovendo un’equa gestione delle risorse a beneficio di tutto il popolo libico”.

Bisogna cooperare per un futuro migliore

Infine, Conte ha sottolineato che l’Italia continuerà a mettere al centro “la tutela dei diritti inalienabili dell’uomo in tutte le sedi internazionali. Inoltre “il nostro Paese sta definendo un’agenda di lavoro incentrata su: Persone, Pianeta, Prosperità. Le chiamiamo le tre P”. E ha inoltre evidenziato la necesssità di mirare soprattutto sulla strategia di contrasto “al cambiamento climatico e di protezione ambientale”.

Ha concluso dicendo: “La pandemia ha messo in luce le nostre debolezze, ma anche la nostra forza. Insieme possiamo voltare questa pagina buia della storia, come 75 anni fa. Insieme possiamo costruire un futuro migliore per i nostri figli”.

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