Container bloccati a Yantian: interruzioni del traffico marittimo

È una crisi più grave di quella di Suez

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Container bloccati a Yantian

Al porto di Yantian, Cina, sono rimasti bloccati diversi container a causa di un focolaio di coronavirus scoppiato due settimane fa. L’amministratore delegato di Vespucci Maritime Lars Jensen fa sapere che a oggi non sono stati movimentati circa 357 mila teu. Si tratta di una crisi più grave di quella avvenuta nel Canale di Suez a marzo, a causa delle Ever Given.

Container bloccati a Yantian: cos’è successo?

Dei container sono bloccati al porto di Yantian, Cina, a seguito di un focolaio di coronavirus. L’accaduto ha portato a una serie di blocchi e interruzioni, con ritardi e perdite. La quantità di problemi causati dal blocco dei container e i conseguenti danni fanno di questa crisi u qualcosa di più grave di quella di Suez per causa della Ever Given. Il numero di container bloccati a Yantian è infatti già superiore a quelli di marzo, quando la Ever Given aveva interrotto il traffico del Canale egiziano. Secondo diverse testate, la situazione è in stallo da qualche giorno.

Dalle analisi potrebbe trattarsi di una crisi maggiore di quella di Suez

L’amministratore delegato della società di consulenza Vespucci Maritime, Lars Jensen, ha analizzato i dati disponibili al fine di confrontare gli impatti riscontrati in ambo i casi. Yantian ha movimentato 13,3 milioni di teu lo scorso anno, circa 36400 al giorno. Yantian è responsabile di più di un terzo del commercio estero del Guangdong, nonché di un quarto del commercio cinese con gli USA. Ora, presumendo che abbia lavorato con un’efficienza operativa pari al 30% da quanto è scoppiato il focolaio, ovvero due settimane fa, non sono stati movimentati circa 25500 teu al giorno. Vale a dire circa 357000 teu totali, fino ad oggi.

Jansen avverte gli spedizionieri

Con il blocco di Suez, l’impatto era su un flusso giornaliero di 55000 teu. Tuttavia, si è trattato di una crisi di soli sei giorni. Jensen perciò avvertito che gli spedizionieri non dovrebbero sottovalutare l’entità dei prossimi effetti a catena, dal momento che i porti verso i quali molte navi sono state dirottate no sono in grado di gestire l’intero flusso extra. Jensen ha scritto: “Ogni giorno aumenta la pila di carichi arretrati. Una volta che i porti riapriranno alle normali operazioni, dovremmo aspettarci un’ondata di merci da gestire. Ciò a sua volta causerà un’ulteriore congestione nei porti di arrivo, con un ritardo di circa due-cinque settimane”. Al momento a Yantian ci sono circa 40 navi n attesa.


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