Contagio: ma davvero è solo colpa nostra?

In Europa, l'influenza si presenta con epidemie annuali durante la stagione invernale. Casi sporadici possono verificarsi anche al di fuori delle normali stagioni influenzali, anche se nei mesi estivi l'incidenza è trascurabile

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Contagio

Favorita da un contagio l’influenza è una malattia provocata da virus del genere Orthomixovirus. Infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). Si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva. Con tosse e starnuti, ma anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona. O per via indiretta, attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.

Lo abbiamo ascoltato tante volte. Oggi le regole le conosciamo.

Anche il Covid-19 è un virus influenzale e si trasmette con le stesse caratteristiche di un virus influenzale. Anzi, tante volte è stato scambiato proprio per una influenza. Fuorviando fior di professoroni nostrani.

Dovevamo sapere le regole del contagio

Esiste un bellissimo e utilissimo documento istituzionale titolato: ‘Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021‘.

Nel documento si raccomanda: isolamento volontario a casa. Per le persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale. Proprio così. Perché come ho scritto prima i sintomi iniziali dei virus influenzali sono praticamente gli stessi per tutti.

Il documento (Circolare del Ministero della salute) continua: rimanere a casa se malati. Evitando di intraprendere viaggi e di recarvi al lavoro o a scuola. In modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone. Limitando il contagio quindi. Nonché ridurre il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus.

Questa è l’informazione governativa istituzionale. Corredata di Circolari e suggerimenti. Non si parla di Covid-19, facciamo attenzione. L’argomento era la ‘semplice’ influenza stagionale.

Ma guardiamo attentamente alcuni video estratti dai nostri ricordi invernali.

Questi sono prodotti sintomatici. La loro funzione (come spiega l’etimologia della parola) è solo quella di far diminuire i sintomi provocati dai virus. Servono a dare un maggior benessere alla persona ammalata. Come tutti sanno questi farmaci non sono curativi. La potenzialità infettiva dei virus rimane inalterata. Così come le potenziali complicanze che possono provocare.

Continuare la vita di sempre

Questi spot pubblicitari consigliavano di prendere un farmaco e continuare la vita di sempre. Portare in giro il virus e trasformarsi in untore. Eppure le raccomandazioni del Ministero della Salute erano chiare. Questo atteggiamento consigliato dalle case farmaceutiche per molti è stata la prassi. Anche se il proverbio cita: nessuno è indispensabile, molte persone non hanno fatto a meno di continuare la propria vita. Anche in presenza di sintomi influenzali. Ma era influenza stagionale o Covid-19?

Si potranno mai quantificare le vittime contagiate da chi aveva preso un prodotto ‘antinfluenzale’ e non voleva fare male a nessuno?

Durante la pandemia questi spot sono scomparsi magicamente dalla tv. Come i tir scompaiono quasi per magia dopo aver percorso il tratto autostradale dell’Appennino. Scomparsi come gli elefanti che vanno a morire. Che si siano accorti che qualcosa non quadrava?

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