Consolati USA in Russia chiudono causa “ottimizzazione” diplomatica

Non ci sono accuse formali contro la Russia riguardo l'attacco informatico alle istituzioni USA

0
787
bandiera consolati Russia USA

Il Dipartimento di Stato americano, il 10 dicembre 2020 notificava al Congresso l’intenzione di chiudere definitivamente 2 consolati USA in Russia. Trattasi del consolato generale di Vladivostok nonché della missione diplomatica a Ekaterinburg. “In risposta alle sfide in corso alla missione statunitense in Russia come conseguenza della riduzione del personale della missione statunitense nel 2017. Nonché causa della conseguente situazione di stallo con la Russia per quanto riguarda i visti diplomatici”, si legge nel documento. Cosi, il Dipartimento di Stato motivava l’intenzione di chiudere i due consolati al Congresso.

Per quale motivo gli USA chiudono i consolati in Russia?

Il Segretario di Stato, si è consultato prima con l’ambasciatore USA in Russia John Sullivan. Ha poi deciso di chiudere il Consolato Generale USA a Vladivostok e di sospendere il Consolato Generale USA a Ekaterinburg. “Ciò come parte degli sforzi per garantire il funzionamento sicuro e affidabile della missione diplomatica USA in Russia”, affermava John Sullivan. Inoltre aggiungeva che: “La decisione sui consolati statunitensi in Russia è presa per ottimizzare il lavoro della missione diplomatica statunitense in Russia. Quindi, la seguente riorganizzazione dell’ambasciata americana a Mosca promuoverà i nostri interessi di politica estera in Russia nel modo più efficiente possibile”. Ad ogni modo, il Dipartimento di Stato stima che la chiusura del consolato a Vladivostok farà risparmiare 3,2 milioni di dollari all’anno. Inoltre, John Sullivan conclude affermando che: “Non è prevista nessuna azione di questo genere per i consolati della Federazione Russa in territorio statunitense”.

La chiusura dei consolati una risposta all’attaco informatico alle istituzioni statunitensi?

In primo luogo, la chiusura degli ultimi due consolati USA in Russia è legata alle reciproche restrizioni imposte dal 2017 a diplomatici russi e statunitensi. Tuttavia, il Consiglio di sicurezza nazionale statunitense dichiara di lavorare a stretto contatto con l’FBI e l’Agenzia per la Sicurezza dell’Infrastruttura (Cisa), al fine di coordinare un rapido ed efficace recupero delle attività scoperte di recente sulle reti governative. Gli USA non hanno formalmente nominato il paese che ritengono responsabile, ma diverse fonti hanno accusato Mosca. Il Dipartimento di Stato notificava al Congresso la chiusura dei due consolati USA in Russia giorni prima della difusione della notizia sul presunto attacco informatico russo. Comunque, il governo statunitense non ha formulato nessuna accusa contro la Russia riguado l’attacco informatico. Inoltre, gli USA non hanno intrapreso nessuna attività di ripercursione contro la missione diplomatica della Federazione Russa in territorio statunitense.

La distorsione delle informazioni crea tensione

Molti media in riferimento a una notizia tutt’ora non confermata, colgono l’occasione per fomentare una tensione da guerra fredda. Trattasi della notizia dell’attacco informatico alle istituzioni USA. Attacco che “potrebbe essere partito” da hacker sponsorizzati dal governo russo. CISA “presume” che tali attacchi partono da Mosca. Ma ad oggi non ha potuto ancora fornire alcun dettaglio in conferma alle sue supposizioni a tale riguardo. Affermare che la chiusura dei consolati Usa in Russia è la risposta USA all’attacco informatico subito non regge come scusa. Eppure il Dipartimento di Stato giustificava le chiusure per “ottimizzare” la missione diplomatica USA in Russia. Nel documento consegnato al Congresso non si parla di “altre motivazioni”. Le vere motivazioni si intravedono tornando indietro nel tempo, quando USA e Russia chiudevano consolati reciprocamente.

Chiusura consolati statunitensi in Russia pianificata dal 2017

Prima di tutto, a fine dicembre 2016, gli USA espellono 35 diplomatici russi accusati di cattiva condotta diplomatica. Chiudono l’accesso a due complessi di appartamenti, nonché l’ufficio postale russo a New York e dell’ambasciata a Washington. Perciò, nell’estate del 2017, Mosca suggeriva a Washington il taglio delle missioni diplomatiche americane in Russia da 755 dipendenti a 455 dipendenti. Quindi equiparare il numero di dipendenti dell’ambasciata americana in Russia a quello della missione diplomatica russa in USA. Ad ogni modo, nel marzo 2018, gli USA chiedevano che 60 diplomatici russi lasciassero il Paese. Successivamente, Washington annunciava la chiusura del consolato russo di Seattle. Per poi giustificare la chiusura dovuta per la sua vicinanza geografica a “una delle basi sottomarine” e all’impianto Boeing. Successivamente, in risposta Mosca annunciava l’espulsione di un numero simile di diplomatici statunitensi. Per poi ritirare il permesso di operare al consolato americano a San Pietroburgo.


Cremlino: Mai a livelli cosi bassi le relazioni con gli USA