Consiglio di sicurezza ONU: Lavrov lascia la riunione

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Consiglio di sicurezza ONU: Lavrov lascia la riunione

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha lasciato la riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU dopo che il faccia a faccia tra la diplomazia americana e russa si è conclusa con un nulla di fatto. Intanto, il presidente ucraino Zelensky ha affermato che la mobilitazione in Russia voluta da Putin è un chiaro segnale che l’esercito russo si sta sgretolando.

Consiglio di sicurezza ONU: cos’è successo?

Si è concluso con un nulla di fatto il faccia a faccia tra la diplomazia americana e russa al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Washington e Mosca si sono incolpati a vicenda per lo scoppio della guerra in Ucraina. Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha invitato la comunità internazionale a chiedere al presidente russo Vladimir Putin di rendere contro della sua invasione dell’Ucraina. “Non possiamo lasciare che il presidente Putin la faccia franca. La Russia deve pagare per i crimini commessi in Ucraina”, ha detto Blinken. Non si è fatta attendere la risposta di Mosca. Il ministro della Difesa Sergei Lavrov ha affermato che è l’Ucraina ad essere impunita per le atrocità che sta commettendo dal 2014. Lavrov ha poi sottolineato che lo “Stato totalitario nazista”, riferendosi all’Ucraina, rimarrà impunito grazie all’appoggio dei partner occidentali. Il ministro russo ha anche detto che la narrazione occidentale secondo cui la Russia è all’origine della tragedia in Ucraina è falsa. Dopo il suo discorso infuocato, Lavrov ha lasciato la riunione.

Zelensky: l’esercito russo si è sgretolato

Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la mobilitazione di nuove truppe da parte della Russia rappresenta una “franca ammissione” che il suo esercito è “crollato” durante la controffensiva ucraina. “La decisione della Russia sulla mobilitazione è una franca ammissione che il loro esercito regolare, che è stato preparato per decenni a conquistare un paese straniero, non ha resistito e si è sgretolato”, ha detto Zelensky. Il presidente ucraino ha anche parlato del referendum per l’annessione alla Russia di quattro regioni dell’Ucraina. Ha definito il piano una “farsa” e i referendum una “finzione“, confrontando la strategia della Russia con le sue azioni in Crimea e nel Donbass nel 2014.


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