Consiglio Ambiente: confermato il sì alla transizione ecologica

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Avevamo preannunciato la discussione sullo stop alle endotermiche al Consiglio Ambiente. La decisione è arrivata. Ed è un altro sì.

Cosa ha deciso il Consiglio Ambiente?

Com’è ovvio, la decisione del Consiglio Ambiente non è stata semplice e non sarà definitiva, in quanto è solo il secondo step da affrontare. La riunione è stata lunga e combattuta, ma alla fine i 27 ministri dei Paesi membri sono riusciti a trovare una “posizione comune”: l’approvazione dell’addio ai propulsori tradizionali, ma allo stesso tempo una speranza per altre alternative. I biocarburanti, ma anche le tecnologie intermedie, come l’ibrido plug-in ed eventuali evoluzioni.


Endotermiche e non solo domani il Consiglio Ambiente


No alla proposta italiana

Sappiamo già che l’obiettivo del Parlamento Europeo è di ridurre del 100% le emissioni per auto e furgoni nuovi entro il 2035. Da ciò si deduce che non è stata accolta la proposta dell’Italia (ma non solo) di posticipare questo termine al 2040. Il Consiglio Ambiente ha deciso di prendere la strada della neutralità tecnologica: l’idrogeno, ma anche tecnologie alternative, come i combustibili sintetici o l’ibrido plug-in. Solo, però, se queste saranno capaci di mantenere comunque gli obiettivi.

Una grande sfida

Nel 2026 la Commissione Europea “valuterà i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni del 100%, e la necessità di riesaminare tali obiettivi tenendo conto degli sviluppi tecnologici. Questo anche per quanto riguarda le tecnologie ibride plug-in e l’importanza di una transizione praticabile e socialmente equa verso le emissioni zero. Questa è una grande sfida per la nostra industria automobilistica, è una necessità di fronte alla concorrenza di Cina e Stati Uniti che hanno scommesso molto sui veicoli elettrici”. Sono le parole di Agnes Pannier-Runacher, Ministro Francese per la Transizione Ecologica e Presidente del vertice.

Niente più incentivi

Il Consiglio ha approvato la proroga di 5 anni dell’esenzione dagli obblighi di CO2 per i produttori di nicchia, e nello stesso tempo ha posto fine agli incentivi per i veicoli a zero o basse emissioni dal 2030. Inoltre, gli Stati membri “hanno adottato una posizione comune sul sistema di scambio di quote di emissione dell’UE”. Ma anche la condivisione degli sforzi tra Stati membri nei settori non Ets, le emissioni e gli assorbimenti derivanti dall’uso del suolo, il cambiamento dello stesso uso e la silvicoltura, oltre alla creazione di un fondo sociale per il clima. A questo punto, i negoziati con Parlamento e Commissione possono iniziare, allo scopo di arrivare ad un accordo e infine a precise normative nazionali.