Conflitto Israele-Hamas: si valutano condizioni per cessate il fuoco

0
369
Conflitto Israele-Hamas

Secondo quanto riferito da diversi media, Israele starebbe valutando se ci siano condizioni per un cessate il fuoco. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando con 70 ambasciatori, ha affermato che Israele punta a raggiungere uno stato di deterrenza contro Hamas per arrivare alla fine dei combattimenti. Tuttavia ha sottolineato che non esclude altre opzioni. Come finirà il conflitto Israele-Hamas?

Conflitto Israele-Hamas: verso una possibile tregua?

Secondo quanto riferito da una fonte israeliana citata dal Times of Israel e da altri media israeliani, Israele starebbe valutando le condizioni per mettere fine alla campagna militare a Gaza. Le “fonti militari” avrebbero riferito che anche se Israele si sta preparando, se necessario, ad altri giorni di bombardamenti, sta comunque valutando il momento giusto per un cessate il fuoco. La svolta arriva dopo un rush diplomatico nella notte per arrivare ad una tregua, mentre le vittime a Gaza sono oltre 200, compresi 63 minori. Secondo fonti interne citate da Haaretz, i vertici militari “sono disponibili a una tregua da domani”. Inoltre riterrebbero già sufficienti i risultati raggiunti, con gli enormi danni inflitti alle infrastrutture militari di Hamas e il numero di comandanti uccisi.

Secondo l’emittente televisiva Channel 12, il gabinetto di sicurezza di Israele potrebbe riunirsi nelle prossime ore, al più tardi domani mattina, per discutere la possibilità di un cessate il fuoco con la Striscia di Gaza. All’interno del governo israeliano stanno infatti crescendo le pressioni politiche per mettere fine alla campagna militare contro Hamas e contro la Striscia di Gaza. Il ministero della Difesa israeliana ha tuttavia escluso l’ipotesi di un imminente cessate il fuoco. “L’operazione delle IDF contina a pieno ritmo. Non c’è ancora un cessate il fuoco sul tavolo”, ha detto un funzionario del governo israeliano alla Bbc.  

Netanyahu parla con settanta ambasciatori

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato oltre settanta ambasciatori per spiegare la situazione. Vorrebbe ancora tempo per infliggere il colpo definitivo ad Hamas con l’uccisione di Mohammed Deif, capo militare del gruppo, l’uomo che ha trasformato Hamas in un nuovo Hezbollah capace di terrorizzare mezza Israele con i suoi razzi e missili. Netanyahu, parlando con gli ambasciatori, ha dichiarato: “Israele punta a raggiungere uno stato di deterrenza contro Hamas per arrivare alla fine dei combattimenti. Ma non esclude altre opzioni”. Secondo Netanyahu all’origine dell’attuale crisi vi è la cancellazione delle elezioni palestinesi. Hai infatti affermato: “Hamas si è servito degli eventi della Giornata di Gerusalemme e della situazione a Sheikh Jarrah per portare avanti i propri interessi”.


Bombardamenti a Gaza: Israele accetterà la tregua?