Conflitti etnici in Etiopia: 54 morti nella regione dell’Oromia

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Amnesty International, che monitora i conflitti etnici in Etiopia conferma che le violenze avvenute nella giornata di domenica nella regione dell’ Oromia hanno provocato almeno 54 morti.

Cos’è successo in Etiopia?

I conflitti etnici continuano ad attanagliare l’Etiopia. Le violenze che si sono verificate nella regione dell’Oromia domenica 1 novembre hanno provocato la morte di almeno 54 persone. A sostenerlo è Amnesty International che da anni denuncia i conflitti sociali che attanagliano l’Etiopia. Secondo fonti locali nella giornata di domenica uomini armati avrebbero compiuto una strage di civili nel villaggio di Gawa Qanqa. Quasi 1000 persone sarebbero rimaste sfollate. Gran parte dei corpi recuperati appartengono a donne, bambini e anziani.

Gente massacrata e abitazioni in fiamme

Fonti locali raccontano che miliziani armati, dopo aver catturato decine di persone di etnia Amhara, le avrebbero condotte in una scuola e uccise. Successivamente avrebbero messo a ferro e fuoco il villaggio di Gawa Qanqa. Decine di case sarebbero state incendiate. Saccheggiati anche numerosi allevamenti della zona.

I conflitti etnici etnici in Oromia

Ormai da anni la regione dell‘Oromia è teatro di conflitti etnici. Le violenze contro cittadini di etnia Amhara vengono condotti frequentemente da membri dell’OLA (Oromia Liberation Army), movimento di opposizione Etiope. Da quando il presidente etiope Abiy Ahmed ha concesso ai membri dell’OLA di rientrare dall’esilio, le violenze sono aumentate. Dopo essersi staccati dall’ala più moderata di opposizione (l’OLF), i militanti dell’OLA hanno condotti violenze, sequestri e omicidi. Le forze di sicurezza etiopi, inoltre, da alcuni giorni avrebbero abbandonato inspiegabilmente la zona. La commissione etiope per i diritti umani (EHCR) ha invitato le autorità ad indagare sugli omicidi. “Questi raccapriccianti omicidi di civili sono inconcepibili e violano i principi fondamentali di umanità”” afferma l’EHCR in una nota.

Conflitti etnici in Etiopia: una carneficina continua

I fatti di domenica si aggiungono ai gravi scontri etnici avvenuti nell’ultimo periodo. Nei mesi di settembre e ottobre, nella zona di Benishangul-Gumuz, in seguito a scontri tra etnie hanno perso la vita almeno 57 persone. Il 30 ottobre scorso in seguito ad alcuni scontri tra la regione di Somali e quella di Afar, almeno 27 persone sono rimaste uccise. In questo caso, ai conflitti etnici si aggiunge una disputa sui confini che si protrae ormai da anni.

Il presidente Abiy Ahmed e i conflitti etnici

Fin dal suo insediamento alla guida dell‘Etiopia, Abiy Ahmed ha cercato di arginare le violenze nel paese. Insignito del premio Nobel per la pace ha operato anche a livello internazionale, cercando di arginare i conflitti che attanagliano l’Africa orientale. Gli importanti cambiamenti attuati grazie alle riforme economiche e sociali si scontrano con le dispute etniche e territoriali che attanagliano l’Etiopia. La linea dura attuata dal capo del governo con lo scopo di arginare i conflitti regionali sembra non dare i frutti sperati. L’Etiopia, che negli ultimi anni ha recuperato una forte credibilità internazionale, dovrà impegnarsi seriamente a combattere le divisioni interne e i conflitti etnici. Una sfida che Abiy Ahmed dovrà affrontare se vorrà conservare il prestigio internazionale raggiunto dall’Etiopia durante la sua presidenza.

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