Confine Serbia-Kosovo: sale la tensione

0
388
Serbia-Kosovo: non è stato raggiunto nessun accordo

Cresce la tensione al confine Serbia-Kosovo. Le autorità kosovare hanno chiuso due valichi di frontiera dopo che manifestanti kosovari di etnia serba sono scesi in piazza per protestare contro l’entrata in vigore della legge che vieta l’uso delle targhe serbe nel nord del Kosovo, regione a maggioranza serba.

Tensione al confine Serbia-Kosovo: cosa sta succedendo?

Sale la tensione al confine tra Serbia e Kosovo. Domenica sera la situazione al confine è peggiorata dopo che la polizia del Kosovo ha chiuso due valichi al confine con la Serbia e i dimostranti kosovari di etnia serba sono scesi in piazza e hanno bloccato le principali autostrade. Alcuni manifestanti hanno anche sparato in aria. Al centro della disputa ci sarebbe la nuova legge approvata dal governo kosovaro sui documenti di identità e le targhe automobilistiche, che sarebbe dovuta entrare in vigore oggi. Tale legge prevede il divieto di utilizzare documenti serbi nella regione del nord a maggioranza serba. La disputa ha riacceso le tensioni tra Pristina e Belgrado, che non riconosce l’indipendenza del Kosovo.

Dopo la nuova ondata di violenza, Pristina ha annunciato di aver rinviato di un mese, al primo settembre, l’entrata in vigore delle nuove norme. “Benvenuta la decisione del Kosovo di spostare le misure al 1° settembre. Ora ci si aspetta che tutti i blocchi stradali vengano rimossi immediatamente” ha affermato l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell. “Le questioni aperte dovrebbero essere affrontate attraverso il dialogo facilitato dall’UE. L’attenzione è sulla normalizzazione globale delle relazioni tra Kosovo e Serbia, essenziali per i loro percorsi di integrazione nell’UE”, ha aggiunto.

C’è chi punta il dito contro le decisioni del premier kosovaro

Il presidente serbo, Aleksandr Vucic, che in un primo momento aveva avvertito che se i serbi saranno minacciati, la Serbia ne uscirà vittoriosa, ha affermato di sperare in un gesto di distensione tra Pristina e Belgrado a breve. E c’è chi punta il dito contro il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti, colpevole, secondo loro, di essere favorevole ad un conflitto anziché al dialogo. “Kurti sta causando questi conflitti con la sua mossa unilaterale di vietare i documenti d’identità e le targhe serbe”, ha detto Richard Grenell, ex inviato speciale degli USA per i negoziati di pace tra Serbia e Kosovo. Intanto, la NATO si dice pronta ad intervenire se la situazione dovesse degenerare.


Leggi anche: Kosovo-Serbia: guerra di targhe delle auto

Kosovo-Serbia: trovato accordo dopo tensioni al confine