Confermato un effetto rilevante dalla La Niña sul meteo italiano ed europeo

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Niña Winter, meteo con nevicate sopra la media fino a primavera 2022. Confermato un effetto rilevante dalla La Niña sul meteo italiano ed europeo.

Confermato previsioni meteo a lunghissimo termine sono ottime per sciatori e operatori turistici europei. La Niña winter, come è stata chiamata da alcuni meteorologi, alimenterà un aumento della variabilità del Vortice Polare anche nel comparto europeo, generando ingenti ondate di freddo artico con nevicate.

È dall’inizio dell’autunno che i meteorologi americani ed europei guardano verso l’Oceano Pacifico alla ricerca dei primi segni di un inverno con La Niña. Questo modello meteorologico del clima è noto favorire nevicate abbondanti soprattutto sulle Alpi per l’Italia, ed in passato anche in Valle Padana. Ebbene, La Niña è in piena azione, ed è in parte responsabile di una maggior variabilità, rispetto alla sua media, del Vortice Polare. Vortice Polare per altro, secondo vari scienziati, che a causa del riscaldamento eccessivo dell’Artico possa essere responsabile di ondate di freddo nelle regioni di media latitudine, nonostante sia ancora oggetto di accesi dibattiti tra gli scienziati del clima.

Di recente, un’ottima pubblicazione scientifica a firma di Cohen e dei suoi colleghi hanno dimostrato, con un confronto di 40 anni di osservazioni satellitari, che le condizioni atmosferiche nell’Artico, vanno incrementando gli effetti sull’inspiegabile eccesso di ondate di freddo da record in alcune regioni del nostro Emisfero, nonostante sia consolidato il riscaldamento globale. Dall’Italia ribatte Mattei, un altro scienziato, che sostiene che per ora, non è affatto chiaro se i recenti esempi di meteo freddo invernale estremo costituiscano un precedente per il tempo futuro. Il cambiamento climatico non è lineare, ciò che accade in un decennio potrebbe cambiare nel periodo successivo. E questo lo abbiamo sperimentato con le tante nevicate in Italia nel decennio ’90 che indussero le autorità italiane all’obbligo dell’attrezzatura invernale su numerose arterie stradali, che ai giorni d’oggi vedono la neve una volta ogni svariati anni.

Ma non solo, altri studi evidenziano che l’aumento della temperatura media dell’Europa rispetto al periodo preindustriale di 2,4°C (citiamo le parole dette a Glasgow da parte dei portavoce di Copernicus) potrebbe non essere definitivo, ma avviato da cause temporanee, che si sono rafforzate gradualmente dopo gli anni ’60, ottenendo un input rilevante dopo gli anni ‘2000 con l’avvento di stagioni estive dal caldo spesso record, ed inverni miti. Riscaldamento che potrebbe sfaldarsi nei prossimi anni, raffreddando il clima dell’Europa.

Insomma, c’è un mix di condizioni variabili, non definitive, che non in tutto il Pianeta sono uguali. Per dire, il Riscaldamento Globale non è uguale ovunque, per esempio, l’Antartide sta registrando di continuo freddo record. Nell’emisfero australe, nonostante le terribili ondate di caldo estivo, sempre più di frequente ci sono altre di freddo storico durante l’inverno.

Insomma, sebbene le previsioni del tempo a lungo termine per l’inverno siano un po’ come la chiaroveggenza di una sfera di cristallo, i modelli meteorologici ci danno delle tracce, ed in aggiunta si pongono a rafforzare o smorzare alcune tesi, gli indici di comportamento del clima, e tra questi c’è La Niña favorevole ad un inverno non eccezionalmente freddo, ma nevoso laddove dovrebbe esserlo, quindi alle basse quote delle Alpi, le grandi pianure del Centro Europa, l’Appennino in Italia. Forse nevoso anche in Valle Padana se vi saranno sufficienti apporti d’aria fredda che precederanno le perturbazioni ormai invernali.

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Tuttavia, non va dimenticato mai che la previsione meteo, ed in specie quelle climatiche, sono molto difficoltose su prospettive con tanto anticipo. Differenti prospettive meteo derivanti dai modelli matematici vengono diramate dai Centro Meteo di giorno in giorno. E le condizioni meteo spesso non di rado si presentano in modo differente rispetto a quanto previsto dai modelli meteorologici. Piuttosto, uno studio sostiene che la temperatura della superficie del mare nel lontano Oceano Pacifico tropicale, dove si forma la La Niña, può influenzare il clima invernale già a partire da novembre in Europa. Lo dimostra la pubblicazione dello studio e ricerca condotti da Martin King presso il Bjerknes Center e Uni Research.

King e il suo team hanno studiato se le condizioni del Pacifico ci consentono di prevedere nei mesi a venire se l’autunno e l’inverno in Europa saranno caldi o freddi, asciutti o umidi. Ebbene, La Niña influenza il clima anche in Europa, nonostante sia così distante da noi, e ciò inizia da novembre. Comunque, la scienza che studia il meteo nel lungo termine fa enormi progressi in affidabilità, ed è essenziale in innumerevoli applicazioni.

Fonte: Meteo Giornale