Confermato il primo caso di infezione da coronavirus per uno degli italiani rimpatriati da Wuhan

Primo caso accertato di coronavirus per un italiano ospitato alla Cecchignola, mentre 35 dei 3700 passeggeri in quarantena sul gigante del mare in Giappone, sono italiani. Al momento nessuno dei nostri connazionali è risultato positivo ai test.

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È stato confermato pochi minuti fa il primo caso di coronavirus per uno dei 56 italiani rimpatriati da Wuhan e ospitati nella città militare della Cecchignola.

Le persone ospitate sono in quarantena per scongiurare la diffusione del virus e sottoposte a test di controllo. L’uomo risultato positivo al test era stato già trasportato nel corso della mattinata all’Istituto Spallanzani, dove è stato messo subito in isolamento, perché aveva mostrato sintomi della malattia. Pochi minuti fa il risultato positivo del test che conferma la presenza della malattia.

La Direzione Sanitaria dell’Istituto comunica “Il paziente in buone condizioni generali presentava un modesto rialzo termico. Gli accertamenti sono ancora in corso“.

 E a Palazzo madama si è tenuta una riunione alla presenza del Premier Conte, il Ministro della salute, Speranza, e il Capo della protezione civile, Borrelli, al termine della quale il Premier ha affermato “stiamo parlando di un rischio sanitario che richiede un costante aggiornamento. Dobbiamo mantenerci flessibili e se del caso aggiornare le nostre misure proprio perché mantengano la soglia di massima precauzione“.

E intanto sulla nave da crociera Diamond Princess, bloccata in quarantena nel porto di Yokohama, 20 persone sono risultate positive ai test. A bordo ci sono anche 35 italiani, di cui 25 sono membri dell’equipaggio. La Farnesina dichiara che, tra i casi di coronavirus accertati a bordo, al momento non risultano connazionali.

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