Condannato primario dell’ospedale di Terlizzi denunciato per maltrattamenti psicologici

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Una dottoressa denuncia il suo primario per maltrattamenti psicologici. Un vero e proprio caso di mobbing si verifica nel reparto di oculistica dell’ospedale di Terlizzi in Puglia.  Il primario del reparto Antonio Acquaviva,  dopo sei anni, è stato condannato per umiliazioni e trattamenti vessatori verso una sua dottoressa. È stato accertato dalla Procura che il medico era solito avere comportamenti violenti e vessatori nei confronti della vittima dediti ad umiliarla e mortificarla. La vittima subiva una vera e propria violenza psicologica. Questo accadeva anche in presenza di colleghi, pazienti, infermieri e capi reparto. Inoltre spesso il primario era solito trattare  con violenza e umiliazioni la dottoressa anche durante interventi oculistici delicati in sala operatoria, rischiando di compromettere le stesse operazioni e la salute del paziente. Oltre tutto questo, le venivano anche negati i permessi per la malattia della figlia minore e le veniva imposta la reperibilità, nonostante non sia previsto per le donne incinte o con figli. Spesso la dottoressa subiva la minaccia di venire allontanata dall’ospedale e di essere mandata sul territorio. Era soggetta a frasi ingiuriose e a mortificazioni offensive continue, che l’hanno portata più volte a finire al pronto soccorso. La donna ha provato a sperare che la situazione migliorasse, ma così non è stato. Ha deciso di denunciare il primario. Si è munita di un apparecchio per registrare tutte le conversazioni, le urla e le offese che riceveva e ha poi fatto ascoltare tutto al giudice inquirente. I fatti contestati risalgono al 2010-2012. La Procura di Trani, fatte le indagini, ha esercitato azione penale nei confronti del primario e chiesto il processo nei suoi confronti per reato di maltrattamenti. Una sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice del Tribunale di Trani, Andrea D’angeli a Marzo scorso. I legali del primario Mario Malcangi e Carmelo Piccolo nel frattempo hanno presentato ricorso in appello. Oggi l’uomo è stato condannato a otto mesi e al risarcimento danni alla donna. La vittima è stata assistita fin dall’inizio della vicenda dal legale Bepi Maralfa.  Quest’ultimo sostiene: “Nel mondo del lavoro ci sono vittime silenti di situazioni di stalking e mobbing che riescono a liberarsi solo in forza del loro coraggio. Gli organi interni preposti ai controlli spesso girano la testa dall’altra parte”. La dottoressa è stata soprannominata “Dottoressa coraggio” per essere riuscita a denunciare una tale situazione.

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