Condannati 70 membri della ‘ndrangheta

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Settanta membri della ‘ndrangheta durante la prima fase di un massiccio processo contro la criminalità organizzata. Il giudice Claudio Paris ha condannato il primo gruppo di 91 imputati in processi accelerati a porte chiuse in un’aula di tribunale appositamente progettata nella città calabrese di Lamezia Terme. Un totale di 355 sospetti, compresi i capi della ‘ndrangheta mafiosi accusati, saranno giudicati durante casi che potrebbero durare due anni o più, hanno detto i funzionari del tribunale.

Cosa è successo in tribunale?

Il sistema giudiziario italiano ha predisposto un’aula di tribunale appositamente adattata per giudicare gli imputati nel “maxi processo” di presunti mafiosi che hanno operato nella regione Calabria sulla “punta” della penisola italiana. I giudici hanno comunicato a sei dei condannati al processo di sabato la pena massima di 20 anni richiesta dai pubblici ministeri. Tra questi Pasquale Gallone, 62 anni, braccio destro del presunto boss della ‘ndrangheta Luigi Mancuso e Gregorio Niglia, condannato per acquisto di armi ed estorsione. Hanno assolto 21 degli imputati, sette su richiesta dei pubblici ministeri, secondo il famoso procuratore antimafia Nicola Gratteri. Gratteri, che ha vissuto sotto scorta della polizia negli ultimi 30 anni per i suoi sforzi per rinchiudere la ‘ndrangheta, ha detto che la condanna è andata “molto bene”. “Su 91 imputati, 70 presunti innocenti sono stati condannati“, ha detto Gratteri all’agenzia di stampa AdnKronos, aggiungendo che gli assolti erano minorenni.

Quanto sono importanti queste condanne ai membri della ‘ndrangheta?

La ‘ndrangheta è salita alla ribalta come la mafia più potente del mondo dopo che un altro “maxi processo” alla fine degli anni ’80 ha inferto un duro colpo a Cosa Nostra. I pubblici ministeri ritengono che il gruppo della criminalità organizzata controlli la maggior parte della cocaina che si trova in Europa. Gli esperti ritengono che 150 famiglie facciano parte dell’organizzazione, supportata da 6.000 membri e affiliati nella sua base operativa in Calabria. Si ritiene che altre migliaia lavorino per la ‘ndrangheta in tutto il mondo. La loro portata internazionale consente loro di reinvestire nelle iniziative imprenditoriali legali principalmente in Calabria. I pubblici ministeri hanno accusato molti dei sospetti di tentato omicidio, riciclaggio di denaro sporco, usura, spaccio di droga, estorsione e possesso illegale di armi. Il presunto boss della ‘ndrangheta ‘The Uncle’ Mancuso, 67 anni, e l’ex senatore Giancarlo Pittelli, 68 anni, che i pubblici ministeri ritengono fosse il suo faccendiere, affronteranno casi giudiziari più lunghi nei prossimi anni. Nei processi sono coinvolti centinaia di avvocati e quasi mille testimoni dell’accusa.