Con Rondot “Nubian studies” al Museo egizio

Il Direttore del Dipartimento di antichità egizie al Louvre presenta le ultime scoperte sui faraoni neri del Sudan

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Una conferenza online sul culto di Amon nell’isola di Meroë è in programma oggi sui canali social del Museo egizio. Con Vincent Rondot “Nubian studies” fa luce sulle scoperte che riguardano l’impero Meroitico.


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Di cosa tratta la conferenza di Vincent Rondot “Nubian studies”?

Delle ricerche sui siti di Naga e Mussawarat Es-Sufra in cui si conservano le tracce della cultura dei faraoni neri. La civiltà Kush si sviluppa nella regione della Nubia, nella zona tra la quinta e la sesta cateratta del Nilo. La XXV dinastia ha regnato sull’Egitto tra il 727 e il 671 a.C., soprattutto sui signori di Tebe e Menfi. Lo studioso descrive gli avvenimenti e i protagonisti dell’epoca, attraverso i ritrovamenti archeologici e le fonti disponibili. Le ricerche interessano soprattutto la religione e il rapporto con la divinità e la vita del sovrano. Ci sono poi riferimenti ai rapporti con Greci e Romani e all’influenza dell’ellenismo sul regno.

Vincent Rondot

Da anni si occupa dei culti del dio Amon e del coccodrillo Sobek e delle loro rappresentazioni in templi e manufatti. Considerato uno dei maggiori studiosi contemporanei della civiltà dei faraoni, dal 2014 è Direttore del Dipartimento di antichità egizie al Museo del Louvre. Da quando ha preso l’incarico si è quindi occupato della riorganizzazione della collezione francese. Esperto di studi sulla Nubia e, fa parte dal 1997 del Centre national de la recherche scientifique.

“Nubian studies”

Alle 18 sul canale Youtube del Museo egizio e sulla pagina Fb puoi assistere alla conferenza col professor Rondot. L’egittologo approfondisce il tema dell’impero Meroitico, presentando i monumenti e il Tempio di Amon di Naga. Gli scavi hanno restituito decorazioni e reperti che provano la presenza di una civiltà evoluta nel centro Africa. I regnanti avevano divinità diverse dalle egiziane e intrattenevano rapporti con gli imperi dell’epoca. Le figure del re Natakamani e della regina Amanitore sono affascinanti. Infatti, le raffigurazioni all’ingresso dell’edificio di culto di Apedemak provano la loro importanza. Lo studioso descrive anche la necropoli reale di Meroë e la missione di El-Hassa che ha riportato alla luce reperti dei faraoni neri.