Con il festival Torinostratosferica il capoluogo piemontese si fa a portata di cittadino

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Torinostratosferica Utopian Hours, è questa il titolo dell’unico evento di city making in Italia che ha raggiunto la sua terza edizione. Lo scopo della rassegna, della durata di tre giorni che è iniziata oggi per concludersi il 20 ottobre, consiste nel proporre una manifestazione focalizzata sul dibattito incentrato sulla cultura urbana moderna che verrà esposto dai pensatori più visionari del mondo per quanto riguarda il tema città in correlazione alla società e alle varie tecnologie che permettono un tipo di sviluppo urbano moderno, innovativo e in linea con il progresso contemporaneo. E’ all’interno del quadro urbano della città di Torino, località la più adatta ad ospitare l’evento in quanto una delle prime realtà italiane se non la prima in assoluto ad avere fatto i conti con la storia, l’industrializzazione, l’adattamento alla contemporaneità e con uno sviluppo urbano che non aveva precedenti nello Stivale, che l’evento pensa, idea e propone progetti urbani innovativi che sappiano valorizzare le città in generale e quella di Torino in particolare.

Torino

L’iniziativa Torinostratosferica è un’opportunità per ripensare, riadattare o ricostruire la città sulle esigenze dei cittadini e della società, fattori fondanti di uno sviluppo urbano rispettoso e virtuoso, secondo le esigenze del progresso e in base alle nuove concezioni dei moderni studi urbanistici, paesaggistici, territoriali e spaziali nonché attraverso l’analisi di soluzioni architettoniche che tengono conto della tutela storica monumentale in stretta connessione con l’introduzione all’interno del tessuto urbano di nuovi edifici ecologici e il meno possibile impattanti per la natura e per il territorio stesso in cui si collocano, edifici che sappiano armonizzarsi con gli ambienti circostanti. L’obiettivo è dunque quello di creare la migliore immagine possibile della città che vada di pari passo con una vivibilità della rete urbana che sappia adattarsi perfettamente alle esigenze dei cittadini, poiché soltanto attraverso una formazione e una strutturazione ritagliata sugli abitanti e sulle loro necessità è possibile creare un ambiente cittadino, sia esso più o meno ampio, più o meno recente, in cui il benessere è il primo gradino e il fine da perseguire.

Il logo del Torinostratosferica Utopian Hours 2019

Perché laddove esiste benessere legato alla conformità sociale che la struttura urbana non deve prescindere dal ricercare, la società stessa si rende migliore in quanto l’equilibrio esterno caratterizza un maggior equilibrio interno della persona che vive la realtà urbana. Ecco allora che risulta evidente quanto una buona e corretta ideazione e costruzione cittadina diventi indissolubilmente legata con l’ordine sociale e una più corretta gestione pubblica, questo allora porta alla considerazione che la strutturazione urbana non è soltanto pratica sociologica, artistica o politica fine a se stessa, ma il suo fine pratico si ripercuote sulla stessa struttura sociale e sul suo equilibrio. Tutto ciò è sottoscritto intrinsecamente dal Festival, che nasce proprio dalla necessità e dall’urgenza di ricercare e trovare soluzioni il più corrette possibili alla definizione urbanistica in una connessione intramontabile con l’apparato sociale che la città si presta a contenere.

Luca Ballarini

Alla rassegna, promossa dall’associazione no-profit Torino Stratosferica fondata da Luca Ballarini dello studio torinese di progettazione e comunicazione Bellissimo e avente ritrovo presso l’ex Centrale Elettrica di Nuova Lavazza, riqualificata per ospitare eventi culturali, di intrattenimento, di gusto e di business, non mancherà, oltre alla presenza di personalità italiane e straniere dei campi dell’architettura, del design, dell’urbanistica e della progettazione, anche la collaborazione di diversi rappresentati dell’industria creativa locale. Le discussioni, che consistono in 50 ospiti per 25 talk tematici nei tre giorni di festival e che si dipanano in quattro eventi di primo piano quali 100 anni di Paolo Soleri, The student Hall, Copenhill, il termovalorizzatore con pista da sci sul tetto e Urban Think Tank, vertono quindi sulla crescita delle città e sui processi di rigenerazione urbana, interventi dal basso e partecipati, urbanistica e city making con tanti invitati internazionali attivi in diversi settori.

Paolo Soleri

Molti gli ospiti internazionali, tra di essi ricordiamo coloro che prenderanno parte agli eventi straordinari, sono Patrik Gustavsson, direttore della struttura di Copenhagen con il nuovissimo termovalorizzatore con pista da sci sul tetto progettato da Bjarke Ingels, Charlie MacGregor, fondatore di The Student Hotel, ed il gruppo di progettisti e ricercatori U-TT (Urban Think Tank), pratica di progettazione interdisciplinare sviluppata da Alfredo Brillembourg e dal collega Hubert Klumpner dedicata alla ricerca e al design di alto livello su una varietà di argomenti, dall’architettura contemporanea e urbanistica al territorio e alla paesaggistica. In base alla loro visione strutturata e onnicomprensiva di urbanesimo, concetti ai quali i principi del Festival devono molto, nonché pensiero urbano che ha vinto numerosi premi tra cui il Leone d’oro alla Biennale di Architettura di Venezia per l’opera di studio e riqualificazione del grattacielo Torre de David di Caracas, la sinergia fra le competenze combinate di architetti, ingegneri civili, progettisti ambientali, architetti del paesaggio e specialisti della comunicazione è essenziale per fornire soluzioni pratiche e innovative.

Hubert Klumpner, a sinistra e Alfredo Brillembourg, a destra

La filosofia del gruppo U-TT ha senza dubbio fatto scuola al concetto di edificazione e valutazione urbana di oggi, inafatti senza l’importante contributo degli artisti e architetti Brillembourg e Klumpner lo spirito urbano non si troverebbe a viaggiare in parallelo con le esigenze del mondo moderno. Tra le numerose conferenza si ricordano New Ideas for Social Innovation, in cui si discuterà della tecnologia al servizio dell’innovazione sociale e The Laneway Project, Toronto, che tratterà il designer urbanistico legato alle piccole realtà cittadine o alle periferie, dimostrazione che se ben definito anche un progetto non estremamente ambizioso è capace di promuovere una piccola realtà urbana apportando nuovi modelli di vita e miglioramento abitativo.

Termovalorizzatore con impianto sciistico, Copenhagen

Tra i tanti argomenti si analizzeranno modelli, progetti, esperimenti e soluzioni urbanistiche efficaci, realizzate o ancora in via di elaborazione, che grandi o piccole città italiane o straniere hanno studiato per la qualificazione e la promozione cittadina oltre che per la salvaguardia dell’identità popolare, inoltre si parlerà dei trasporti odierni e di come essi potranno cambiare la fisionomia urbana in un futuro ormai prossimo che per certi versi strizza l’occhio al futurismo, nonché dei processi di adattamento urbano e sociale con l’avanzare del progresso e molto altro ancora. Alcuni temi vertono invece su un approccio più chimico, culturale, letterario, fantastico e legale dell’esperienza urbana, come avviene per esempio con l’incontro The Psychedelic City, in cui i funghi allucinogeni il cui possesso nella città di Denver, Colorado, è stato depenalizzato, sono messi in rapporto all’associazionismo urbano e all’amministrazione cittadina. L’attenzione per gli studenti è un elemento importante del Festival, non sono assenti poi laboratori per bambini e ragazzi e varie mostre, esposizioni ed allestimenti visitabili fino a chiusura delle giornate.

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