Con Farout la creazione contemporanea parte dalla Terra

Una rassegna che presenta spettacoli ed esposizioni sul presente e il futuro

0
806
Farout la creazione contemporanea
Farout è un evento in programma a Base a Milano

A Farout la creazione contemporanea diventa una rassegna. Dal 10 giugno al 24 luglio Base organizza la prima edizione del festival, 45 giorni di performing art e installazioni. Saranno 38 gli artisti a partecipare, presentando innumerevoli punti di vista per osservare la Terra da lontano.


Abramovic su Wetransfer presenta la performance art


Con Farout la creazione contemporanea è coinvolgente?

Molto lontano, non convenzionale, non abituale: il festival ideato da Base prende il nome dal pianeta più distante del sistema solare. La sfida include la comprensione del presente e la trasformazione dei formati tradizionali in esperimenti di futuro. Farout fa pensare a nuovi modelli di co-abitazione, co-creazione e co-esistenza tra artisti, natura, città e comunità. Il festival integra scena, corpo, testo e musica, spaziando fino ai linguaggi connessi alle nuove tecnologie. La rassegna quindi cerca e rimette in circolo nuove estetiche, nuove forme di pensiero del mondo contemporaneo.

Luke Jerram ospite della rassegna

Ad inaugurare la prima edizione, giovedì 10 giugno, l’artista britannico Luke Jerram e la musica del festival “Terraforma”. Il creativo è conosciuto per le sue installazioni uniche e suggestive. Presenta a Milano “Gaia”, una riproduzione del Pianeta, del diametro di 6 metri, sospesa e illuminata dall’interno. Circondano il lavoro delle piante sistemate in collaborazione con Forestami. Il talento riproduce l’overview effect che gli astronauti provano osservando la Terra dallo spazio. Il Pianeta è percepito come una piccola, fragile sfera della vita, appesa nel vuoto e avvolta da una sottile atmosfera che la protegge. Sarà allestita fino al 12 settembre.

“A portrait without borders” di Kaleider

Kaleider è un centro di produzione inglese che riunisce artisti, scienziati e ricercatori alla guida del direttore artistico Seth Honnor. Il gruppo presenta a Base “A portrait without borders”, un murales composto da centinaia di volti da tutto il mondo. Attraverso una piattaforma online il pubblico può caricare un selfie e vederlo poi comparire sulla parete dello spazio espositivo. Infatti, la fotografia è rielaborato con un sistema di AI e disegnato in tempo reale da tre robot. L’installazione quindi risponde alla necessità di sentirsi più vicini in questo periodo di distanza fisica.

“Corpi” di None collective e Terraforma

Tecnologia e architettura al servizio di narrazioni che, esplorando i confini tra identità e percezione, producono esperienze immersive. Al festival None collective porta “Corpi”, una mostra che invita a ripensare la natura di esseri umani corporei e la relazione col mondo. Il festival internazionale di musica, sperimentazione artistica e alla sostenibilità ambientale, porta le proprie sonorità a Base. Per l’inaugurazione di Farout sarà ospite Jacopo Jenna.

“Terra,istruzioni per l’uso” di Franceschini & Soussan

Ruggero Franceschini e Zelda Soussan sono i fondatori di “Eunemesi” e “Luit”, compagnie teatrali. Il 12 giugno metteranno in scena una performance site specific sulla percezione dello spazio pubblico come bene comune. Ipotizzando una condizione metereologica inaspettata, il pubblico collauderà il proprio senso di responsabilità. Sarà infine chiamato a re-immaginare la vita quotidiana.

A Farout la creazione contemporanea “Washing hands” di Lotte Van Den Berg

Lotte Van Den Berg abbraccia danza, teatro e cinema, creando uno stile autentico e personale. Nei suoi lavori invita infatti il pubblico a contemplare diverse prospettive e angolazioni, interagendo sia con professionisti che con amatori. Lo spettacolo in programma dal 21 al 25 giugno prede infatti spunto da un gesto quotidiano, lavarsi le mani. La performer coinvolgerà così il pubblico nel rito di toccarsi le mani a vicenda. La performance sarà ambientata nello spazio pubblico. La scelta è pertanto ricaduta su piazza Tirana, luogo di ritrovo e passaggio del quartiere Giambellino.

“Gli altri” di Corps Citoyen e “Sparks” di Francesca Grilli

Corps Citoyen con la performance indagherà la percezione dell’altro attraverso un gioco irriverente sul patrimonio coloniale. L’appuntamento è l’1 luglio. Invece Grilli, artista visiva esplora l’ambito del suono nelle molteplici implicazioni espressive e percettive. Con “Sparks”, una performance che capovolge la relazione di potere tra l’infanzia e il mondo adulto. I bambini diventano portatori di una conoscenza mistica, sono i detentori di poteri magici e conoscono il futuro, ciò che i grandi non conoscono. Lo spettacolo è in programma dal 5 all’8 luglio.

“Alleanza contro i corpi” di Elisabetta Consonni

Danzatrice, mappatrice, osservatrice e coreografa con un certo feticismo per lo spazio pubblico e i processi partecipati, si costruisce ostacoli per poterli superare, e danzarci dentro. Negli anni è poi diventata una fan dei processi contro i prodotti finiti. Il 14 luglio propone quindi a Farout una performance creata con Aiep per il progetto “Alleanza dei corpi”.

“Pop up civilisation” di Effetto Larsen e “A certain value” di Anna Rispoli

La compagnia teatrale presenta un progetto di arte partecipata sui processi decisionali all’interno delle comunità. Si tratta di un gioco dove i partecipanti sono invitati a diventare una comunità originaria e a discutere i principi base di qualsiasi società umana. Lo spettacolo si svolge il 15 e 16 luglio. Rispoli invece lavora sulla relazione tra gli esseri umani e la città attraverso pratiche partecipative, performance architettoniche e interventi urbani. Con “A certain value” mette in discussione il concetto di condivisione e le esperienze di “de-valutazione” e “rivalutazione” del gruppo. Il 20 e 21 luglio.

A Farout la creazione contemporanea “Rovinati” di Extragarbo

Estelle Coulon, Cosimo Ferrigolo, Gaia Ginevra Giorgi, Edoardo Lazzari, Leonardo Schifino e Theresa Maria Schlichtherle sono i protagonisti dello spettacolo. Un recital che si sviluppa da una pulsazione interna radicata al terreno e in tensione costante verso lʼaltro. La trama muove dalla ricostruzione della vita di un pioniere sconosciuto della scena rave anni Novanta. Dunque la presentazione della rovina, il suo potere plastico e gli interrogativi sui significati. In programma il 22 e 23 luglio.

Immagine cartella stampa.