Con APPEAR ritratti di mummie svelano i loro segreti

Un database, creato per iniziativa di Marie Svoboda, raffronta le opere conosciute. Un gruppo di studiosi ha così analizzato le tipologie di raffigurazioni

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Un progetto che analizza le raffigurazioni tassidermiche egiziane e romane per fornire informazioni sulla tecnica e il defunto. Con APPEAR ritratti di mummie sono a disposizione di un gruppo di ricercatori che ha fatto delle scoperte interessanti sul genere di rappresentazione.


Scoperta archeologica: trovate mummie con lingue d’oro


Perché con APPEAR ritratti di mummie sono più compresibili?

L’impiego di tecnologie poco invasive è una delle caratteristiche del progetto. Infatti, l’illuminazione ultravioletta, i raggi infrarossi, la radiografia permettono indagini dettagliate senza prelevare campioni dei dipinti. Così gli studiosi hanno osservato il metodo di realizzazione e i materiali scelti, contribuendo a fare luce sulla produzione che va dal 1° al 3° secolo d.C.. Sono arrivati a ipotizzare che le dimensioni dei pannelli e il supporto possano essere in relazione a specifici centri artisti o regioni.

I ritratti di mummia di Fayum

La serie di ritratti funerari che raffigurano i defunti mummificati provengono dalla regione egiziana. Sono 600 opere posizionate sui volti dei corpi dei discendenti di coloni Greci che hanno sposato delle donne della valle del Nilo. Le rappresentazioni sono realistiche e realizzate ad encausto o tempera a base di uovo. Devono identificare il morto e pertanto i modelli sono riprodotti di tre quarti o frontali, accompagnati da iscrizioni col nome.

Marie Svoboda e la ricerche al Getty Museum di Los Angeles

La restauratrice si è occupata di un gruppo di 16 ritratti risalenti al periodo tra 100 e 250 d.C. Il suo interesse nasce dal fatto che le opere sono l’unione delle tradizioni artistiche e funerarie del mondo classico ed egizio. Ha quindi pensato a un progetto di ricerca multidisciplinare sull’argomento che ha chiamato APPEAR. Insieme ad altri studiosi ha confrontato le varie tavole e trovato degli elementi che le contraddistinguono.

Con APPEAR ritratti di mummie ai raggi X

La maggior parte delle opere era su legno di tiglio, probabilmente importato dal Nord Europa. Anche i colori usati provenivano dall’estero, a testimonianza dei rapporti commerciali coi paesi stranieri. Il pigmento rosso è tipico del Sud della Spagna, mentre quello blu è un prodotto dell’industria tessile egiziana. La foglie d’oro e la tecnica ad encausto erano usate per le personalità illustri, mentre la tempera per le persone meno facoltose. Infine, i defunti erano talvolta raffigurati da vivi, ma le scansioni delle mummie hanno permesso di rilevare le somiglianze col volto della persona al momento della morte. Quindi, erano realizzati anche durante l’inumazione.