Con “A casa” Sandrine Martin descrive migranti e sanità

Il fumetto illustra l'accoglienza delle straniere incinte ad Atene nel 2016

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Il fumetto di Sandrine Martin

Molti considerano i fumetti storie per bambini, ma alcune strisce hanno risvolti sociali e descrivono problematiche internazionali. Con la graphic novel “A casa” Sandrine Martin tratta l’argomento delle migranti che partoriscono sulla rotta balcanica.


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Perché nel fumetto “A casa” Sandrine Martin parla della situazione delle migranti incinte?

L’illustratrice ha collaborato al progetto “Eu border care” che riguarda gli spostamenti di persone verso l’Europa. Un gruppo di studiose si occupa di elaborare i dati relativi alle politiche di assistenza alla maternità messe in atto dall’Ue. In genere, gli stranieri che raggiungono i confini sono accolti nelle strutture dove gli operatori svolgono le principali pratiche. In base alle motivazioni che muovono i richiedenti e all’eventuale presenza di parenti all’interno dell’Unione, si destinano i soggetti agli Stati membri. Il numero delle donne incinte senza documenti è in crescita e l’iniziativa ha lo scopo di monitorare la situazione.

Sandrine Martin e il progetto “Eu border care”

L’antropologa sociale all’Università di Bologna Vanessa Grotti si è interessata dei migranti siriani ad Atene. L’hanno colpita soprattutto il comportamento del personale di sanità e talvolta la precarietà del servizio erogato alle donne incinte. Così ha deciso di partecipare all’iniziativa scientifica ERCcOMICS. Il Consiglio europeo delle ricerche, infatti, trasforma studi ed elaborazioni di dati in webcomics. Ha contattato Sandrine per raffigurare le informazioni in suo possesso, affiancandola ad alcune ricercatrici. Martin ha trovato subito stimolante l’idea e ha scelto con Cynthia Malakasis di raccontare la situazione in Grecia. La disegnatrice è sposata con un uomo dello Stato europeo e ha voluto approfondire la conoscenza del modo in cui le autorità affrontano il problema.

Il fumetto “A casa”

La graphic novel parte dall’inchiesta realizzata ad Atene da Cynthia Malakisis e descrive l’esperienze di alcune donne. Per mantenere la privacy dei soggetti rappresentati, l’illustratrice ha creato un solo personaggio che ha però le caratteristiche di tutti i soggetti. Il fumetto parla quindi di governance sanitaria nell’Europa odierna, mostrando lo sradicamento delle migranti.