mercoledì, Luglio 24, 2024

Comunità energetiche, un toccasana per l’ambiente

Si chiamano comunità dell’energia rinnovabile, o comunità energetiche. Promettono di essere una rivoluzione nel modo di produrre, usare, scambiare, comprare, vendere e accumulare l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Le comunità energetiche, possono essere utili?

In prima battuta, si propongono di aiutare l’ambiente, razionalizzando i consumi ed espandendo la produzione delle energie rinnovabili. Ma, secondo e non ultimo, avranno anche un effetto benefico sulla nostra bolletta. Potrebbe riguardare, secondo il Politecnico di Milano, un milione di utenze residenziali entro il 2025. Apportare benefici ambientali, economici e sociali, in quanto enti no-profit: questo lo scopo principale delle comunità energetiche.


Le energie rinnovabili migliorano la nostra salute


Energia prodotta sul posto

A meno che non possediamo pannelli fotovoltaici, finora abbiamo potuto solo acquistare energia. Nel caso avessimo questi pannelli, però, pur producendo energia propria potremmo solo cederla alla rete e avere un conguaglio sulla bolletta tra l’energia prodotta e quella consumata. Tuttavia, entro il giugno di quest’anno verranno introdotte le norme europee RED II, sulle energie rinnovabili, e IEM, sul mercato elettrico. Questo permetterà di avere più possibilità: si potrà, ad esempio, auto-consumare la propria energia. Questo cosa significa? Molto semplice. Si potrà utilizzare l’energia che si produce, evitando la dispersione sulle fasi di trasmissione e distribuzione. Consumare l’energia prodotta sul posto, quindi, al momento giusto e al prezzo più basso. Ne conseguirà un ribasso dei consumi, e della spesa.

Comunità energetiche per l’autoconsumo condominiale

Si tratta della più semplice e della più comune. Si parla della possibilità di dotare il nostro palazzo di pannelli fotovoltaici, che produrranno l’energia necessaria alle utenze. E anche in mancanza di sole, si potrà usufruire della rete elettrica, alla quale si sarà comunque allacciati. In alternativa il condominio potrà dotarsi di sistemi di accumulo per l’energia del sole, stoccata da quella in eccesso durante il giorno e da utilizzarsi nelle ore notturne. Gli incentivi stanziati dal governo sono pari a 100E/Mwh, e per l’installazione dei pannelli solari esiste un Superbonus 110%. Qualsiasi palazzo o condominio potrà diventare un autoconsumatore collettivo, e per progettarli sarà necessario rivolgersi a società specializzate, le Esco (Energy Service Company). Infine, producendo molta energia si potranno elettrificare tutti i consumi e fare a meno del gas.

Comunità dell’energia

Qui entriamo in un campo più complesso. Queste comunità possono comprendere più edifici, anche pubblici, ma anche un’intera via di città o il quartiere di un piccolo paese. Anche per questo esistono degli incentivi, e ogni edificio dovrà dotarsi di pannelli solari. La comunità produrrà e consumerà la propria energia, e scambiarla, cederla o venderla a chi la richiede, a seconda delle fasce orarie. Un esempio di una di queste comunità è a Bologna, nel quartiere Pilastro-Roveri, promosso da ENEA e dall’Università cittadina. E’ stata scelta questa zona in quanto già provvista di impianti fotovoltaici, uno sui tetti di FICO (Fabbrica Italiana Contadina) e uno su quelli del Caab, il mercato all’ingrosso. Come abbiamo già visto prima, questa quantità di energia verrà accumulata se non consumata. Con gli scarti alimentari del Caab, inoltre, si produce energia rinnovabile con il biogas.

Serena Nencioni
Serena Nencioni
Nata all'Isola d'Elba, isolana ed elbana e orgogliosa di esserlo. Amo la scrittura e la musica.

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