Compleanno di Eugenio Montale, poeta “metafisico”

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eugenio montale

Oggi ricorre il compleanno di Eugenio Montale, uno tra i più rappresentativi tra i poeti italiani del ‘900.

Nascita e adolescenza

Eugenio Montale viene alla luce a Genova il 12 ottobre 1896. La sua è una famiglia agiata, il padre è titolare di una ditta di importazione di prodotti chimici e con i proventi del proprio lavoro fa costruire una villa nelle Cinque Terre, a Monterosso. A causa della salute cagionevole, Eugenio compie studi irregolari. Vive un’adolescenza tormentata, caratterizzata da un profondo senso di distacco dalle consuetudini borghesi. Il giovane mostra un profondo interesse per la musica, così si dedica allo studio del canto con l’ex baritono Ernesto Sivori. Quest’ultimo muore nel 1916 e Montale abbandona l’idea di intraprendere la carriera musicale.

La guerra e la prima attività culturale

Nel 1917 viene chiamato alle armi e a Parma, durante un corso per allievi ufficiali, conosce il poeta e critico Sergio Solmi. In seguito è al fronte in Vallarsa quindi, congedato nel luglio 1919, ha modo di frequentare alcuni scrittori liguri, primo fra tutti Sbarbaro. Ha contatti anche con il circolo torinese. Nel 1922 la prima pubblicazione poetica di Montale, dal titolo Accordi, fa la sua apparizione sulla rivista «Primo tempo». Tre anni dopo, nel 1925, viene pubblicato il suo primo libro, Ossi di seppia, per i tipi di Gobetti. Nello stesso anno è tra i firmatari del manifesto antifascista di Croce. Frattanto ha intrapreso una fervida attività critica e collabora a varie riviste. A Trieste incontra Italo Svevo e stringe amicizia con Umberto Saba. Nel 1926 conosce il poeta americano Ezra Pound.

A Firenze

Montale raggiunge l’indipendenza economica dalla famiglia nel 1927, quando ottiene un lavoro a Firenze presso l’editore Bemporad. Nel 1929 consegue una posizione ancora più gratificante come direttore del Gabinetto Viesseux. In questo periodo Montale è una delle anime della vita intellettuale della città gigliata. Egli continua a pubblicare liriche che attirano l’attenzione della critica. Conosce Drusilla Tanzi, già sposata – i due convoleranno a nozze solo nel 1962. Sempre saldo è il legame con gli ambienti della cultura antifascista tanto che nel 1938 Montale viene sollevato dalla direzione del Gabinetto per aver rifiutato di aderire al partito. Si dedica allora all’attività di critico e di traduttore collaborando a varie riviste. Richiamato per poco tempo nell’esercito e poi congedato, trascorre a Firenze gli anni travagliati della guerra e dell’occupazione nazista.

Il periodo postbellico e Milano

Alla fine del conflitto si iscrive al partito d’azione e gli viene conferito un incarico culturale dal Comitato Nazionale di Liberazione. Collabora alla «Nazione» e, nel 1945, fonda insieme a Bonsanti e Loria, il quindicinale «Il Mondo» che guida per due anni. Terminata questa esperienza, nel 1948 si trasferisce a Milano dove viene ingaggiato come giornalista dal «Corriere della Sera» sulle cui pagine – oltre che su quelle del «Corriere d’informazione» – pubblica articoli di attualità culturale e letteraria, reportages di viaggi, racconti brevi e recensioni di musica.

L’impegno presso il «Corriere» lo obbliga a una scrittura di stampo giornalistico e divulgativo che penalizza quella poetica. Nel 1956 viene pubblicata la sua terza raccolta, La bufera e altro, le cui liriche risalgono al periodo della guerra. Due anni dopo riunisce nel volume Farfalla di Dinard i racconti brevi scritti tra il 1946 e il 1950.

I riconoscimenti e gli ultimi anni

Numerosi sono i riconoscimenti tributati a Montale; essi culminano nella nomina a senatore a vita nel 1967 da parte del presidente Saragat. Nel 1975 vince il premio Nobel per la letteratura. Nel 1980 vede la luce l’edizione critica della sua intera Opera in versi, caso eccezionale per un autore ancora in vita.

Montale trascorre buona parte della lunga vecchiaia nella sua casa milanese di via Bigli 15. Nel 1981 escono in volume Prime alla Scala, gli articoli di critica musicale. Il 12 settembre dello stesso anno muore nella clinica milanese dove è stato ricoverato.

La poetica

La poetica di Montale muove da una volontà di autocoscienza della poesia, ovvero dall’esigenza di capire a fondo la sua condizione e i suoi limiti nel mondo contemporaneo. Essa è minacciata dalla proliferazione delle parole. L’antidoto contro questa “saturazione” è una poesia “metafisica” che scaturisce dall’urto della ragione contro qualcosa che non è ragione.

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