Comperare sotto casa: perché e a che prezzo

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comperare sotto casa

Comperare sotto casa in occasione di questo Natale. Grazie anche a Confcommercio è nata l’idea di sponsorizzare l’iniziativa di acquisto a chilometri zero, ovvero fare acquisti sotto casa. Uno shopping più limitato e circoscritto. Questa attività favorirebbe gli incassi dei commercianti italiani in evidente difficoltà. Quindi si punta sul cittadino invece di implementare i cosiddetti ‘ristori’.

Ma sotto casa cosa c’è?

Quali sono i negozi presenti? La globalizzazione ha fatto in modo che alcune categorie di vendita sparissero a vantaggio di altre. La stessa politica ha sempre remato verso i grossi centri commerciali. Periodicamente vengono inaugurati mastodontici e monolitici edifici con tutti i confort. All’interno una miriade di grosse società con denominazioni italiane. Ma che in realtà importano o assemblano soltanto nel nostro bel paese. Capitali esportati all’estero, commercio eticamente scorretto. Società in cui l’amministratore non è rintracciabile vista la difficoltà a comprendere chi ci sia davvero dietro.

La svendita delle attività italiane

Cittadini cinesi che rilevano bar nei centri storici delle nostre città e “chef stellati” del Bangladesh disposti a turni massacranti. Questi sono i negozi sotto casa. Edicole trasformate in negozi di giocattoli per non chiudere. Supermercati italiani che assorbono marchi stranieri e dimostrano solo di saper bene impiegare i propri capitali ma decisamente meno le risorse umane fino a quel momento disponibili.

Partite iva aperte e richiuse prima di qualsiasi controllo con vendita al dettaglio di prodotti per la casa. Merci provenienti da Paesi dove la manodopera mensile costa meno di un hamburger vegano da noi. Pagamenti digitali non accettati per importi bassi. Gel igienizzanti a fiumi e Bancomat svuotati per rincorrere l’offerta di turno da prendere solo oggi. il Black Friday o il Cyber Monday. Tutti termini per evidenziare i giorni in cui gli sconti sono elevati. Prima utilizzati solo dalla rete ma ora presenti anche in molti negozi fisici.

Troppa fatica aiutare davvero

Troppa fatica e dispendio di denari far arrivare le arance dalla Sicilia e allora si distribuisce sempre più frutta e verdura da colture intensive proveniente da altri paesi. Ma la politica ci consiglia di comperare sotto casa, chiaramente colpevolizzando l’acquisto online. Stesso discorso delle mascherine. Il colpevole è il cittadino. Mentre le discoteche sul territorio italiano rimanevano aperte ,grazie al susseguirsi di ordinanze, e la mascherina era obbligatoria solo nei luoghi chiusi, mentre l’Italia si svendeva a compagnie estere, la colpa era del cittadino. L’ex fabbrica tossica Ilva svenduta e abbattuta solo per un chiaro piano di eliminazione della concorrenza. E allora ecco che arriva la “nuova” Ilva. Frutto dell’accordo tra Governo e ArcelorMittal, col 50 per cento a testa, ma fino a giugno 2022. Mai avuto, l’oneroso quanto promesso obiettivo di trasformazione e bonifica. Piuttosto dall’esterno e senza verifiche.

Comperare sotto casa o acquisti online?

Forse non è chiaro al cittadino che su Amazon si vendono anche prodotti italiani. Questa azienda fa da magazzino, da venditore, da garante, per tanti produttori italianissimi. Le persone che lavorano al suo interno su territorio nazionale sono i nostri figli. I corrieri che consegnano sono i nostri vicini. E il cittadino dovrebbe invece comperare sotto casa dove ancora compare scritto ‘non si effettuano resi per la merce in saldo’? Dove per fare un reso ti devi tenere l’imballo per tre mesi, e lo scontrino (non digitale) nel frattempo si autocancella perché non è stato conservato al riparo della luce e a 10 gradi centigradi.

La politica non va a comperare sotto casa

Inoltre appalti per l’acquisto dell’olio extravergine giocati al ribasso proprio dal ministero. Proprio chi ci indica di comperare sotto casa, acquista prodotti destinati ai meno abbienti, dall’estero. Agea ha indetto un bando di gara al ribasso per 8 milioni di euro di olio extravergine di oliva. Il prezzo era buono solo per i concorrenti esteri lasciando di fatto fuori i produttori italiani. Inoltre non ha richiesto né requisiti di tracciabilità né l’origine del prodotto. Il Ministro Bellanova aveva evidenziato come questo bando di gara potesse dare ossigeno ai produttori italiani. Stessa sorte sicuramente per i famosi banchi con le rotelle delle scuole. Non è dato di sapere i nomi dei fornitori di tali prodotti. Saranno dei commercianti italiani sotto casa?

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