Prosegue senza sosta la battaglia di numerosi Paesi contro la terribile piaga del commercio d’avorio illecito e senza scrupoli da parte dei bracconieri. Durante il convegno organizzato a Ginevra dal 17 al 28 agosto dalla Convezione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione (CITES) l’Australia ha ufficialmente annunciato che presto scatterà il divieto verso qualsiasi attività interna a scopo di lucro legata all’avorio degli elefanti e dei corni dei rinoceronti.

Singapore: dal 2021 divieto di commercio interno di avorio d’elefante

Sussan Ley, ministra dell’Ambiente australiana, nel suo intervento di giovedì 22 agosto ha dichiarato che il suo governo ha deciso di attendere proprio l’incontro del CITES per comunicare ufficialmente dello stop al commercio d’avorio. Nel mese di novembre, la parlamentare 57enne incontrerà i responsabili per l’ambiente delle altre giurisdizioni australiane al fine di stilare un accordo che possa far calare il sipario definitivamente su questa cruenta attività che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di elefanti e rinoceronti.

Sussan Ley: ministra dell’Ambiente del Governo australiano.

Subito dopo l’esponente del Partito Liberale Australiano ha comunque chiarito che, rispetto ad altre realtà del pianeta, in Australia i dati riguardanti il mercato del prezioso materiale non sono poi così allarmanti, anche se è necessario intervenire con risolutezza per evitare di lasciare pericolosi spazi aperti alle attività illecite.

Non solo commercio d’avorio: il voto sull’esportazione di elefanti

Il convegno globale per confrontarsi sul commercio internazionale di fauna selvatica si tiene ogni tre anni e punta soprattutto a trovare degli accordi e delle misure per far sì che questo giro d’affari (che muove miliardi di dollari all’anno) possa proseguire in maniera equilibrata, evitando così di condannare all’estinzione numerose specie animali. La riunione comprende tutti i membri del CITES, introdotto a partire dal 1975 con un atto ufficiale.

Quest’anno i 183 Paesi membri si stanno confrontando soprattutto sul commercio d’avorio, sull’abbattimento illegale dei rinoceronti e sulle attività illecite di vendita dei corni, sulle modalità di gestione delle comunità di elefanti e infine su un fenomeno piuttosto recente, ovvero il notevole incremento dell’acquisto di animali esotici da crescere in casa.

Mai come in quest’edizione del convegno i lavori sono partiti a spron battuto: già dal 18 agosto, infatti, si sono tenute le votazioni per rivedere gli accordi attualmente in vigore e sancire un’ulteriore limitazione del trasporto di elefanti vivi catturati in natura in altri Paesi. La questione è emersa in particolar modo nel 2015, quando diversi giovani pachidermi furono spostati dallo Zimbabwe alla Cina, e anche nel 2016 quando alcuni animali catturati nell’ex Swaziland finirono negli zoo di diverse città statunitensi.

CITES al voto per limitare trasporto di elefanti.

Tra i membri del CITES che si sono opposti a questa nuova misura, si segnalano soprattutto Stati Uniti, Zimbabwe ed Unione Europea. Il rappresentante dello Stato dell’Africa meridionale ha dichiarato che per la capitale Harare e le altre città questo commercio di elefanti vivi è fondamentale non solo per muovere l’economia ma anche per raccogliere fondi finalizzati alla conservazione della specie. All’opposto, Niger, Kenya e Burkina Faso hanno espresso voto favorevole all’istanza, ricordando che gli elefanti sono: «Creature intelligenti con complesse reti sociali», e di conseguenza non riescono ad essere prolifici se vengono cresciuti in cattività.

Al termine della consultazione si sono contati 46 voti favorevoli e 18 contrari, mentre l’Unione Europea ha preferito non esprimersi. A questo punto, l’iter prevede che la proposta passi alla plenaria che verrà organizzata nelle battute conclusive della Conferenza delle Parti (COP), quando verrà presa una decisione definitiva sulla sua approvazione o meno. In questa sede verranno analizzati anche tutti gli interventi e le iniziative promosse durante il convegno del CITES, affinché possano entrare in vigore ufficialmente.

Gli attivisti e le associazioni animaliste hanno applaudito la posizione assunta dalla maggioranza del congresso in merito al trasporto di elefanti vivi, ma allo stesso tempo temono che nel corso della plenaria l’Unione Europea possa schierarsi per il No, capovolgendo di fatto l’esito del voto di questi giorni.

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