Come WhatsApp influenza il voto in Nigeria

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WhatsApp è uno strumento di messaggistica che intensifica l’interazione sociale, ma può avere degli effetti anche sulle attitudini e le scelte politiche delle persone. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata in Nigeria, presso il Centro Shehu Musa Yar’Adua ad Abuja e condotta da un team di ricercatori del Centro per la Democrazia e Sviluppo (Nigeria) e dell’Università di Briminghan, nel Regno Unito. La ricerca ha analizzato il ruolo di WhatsApp nelle elezioni in Nigeria del 2019, e ha rilevato che la popolare applicazione di messaggistica ha il doppio ruolo di rafforzare e compromettere la democrazia nigeriana. Analizzando le risposte dei cittadini nigeriani a interviste e sondaggi, appare chiaro come WhatsApp abbia da una parte promosso la crescita delle fake news, e dall’altra è stato essenziale per rafforzare il senso di responsabilità e l’inclusione sociale.

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La ricerca: finalità e metodi

WhatsApp è la più popolare app di messaggistica in 40 Paesi africani, compresa la Nigeria. La sua popolarità è dovuta al basso costo, ai messaggi criptati e alla facilità di condividere messaggi con persone singole e gruppi. Lo scopo della ricerca era quello di fare luce su come questa app influenzi le elezioni nigeriane, in particolare alla luce delle preoccupazioni, in Nigeria e in tutto il mondo, dell’utilizzo dei social media e la diffusione delle cosiddette “fake news”.

La ricerca è stata condotta da un team di ricercatori capeggiato dal dottor Jonathan Fisher ed ha visto la partecipazione di Idayat Hassan, del Centro per la democrazia e lo sviluppo, di Jamie Hitchen, consulente indipendente e del professor Nic Cheesman, dell’Università di Birmingham. Durante questi mesi i ricercatori hanno condotto 50 interviste in merito alle campagne politiche, coinvolgendo attivisti, studenti ed esperti residenti ad Abuja, Oyo e Kano. Inoltre sono stati condotti sondaggi popolari e focus group nelle regioni di Oyo e Kano. In particolare la ricerca si è basata sui messaggi scambiati tra gli utenti in occasione della corsa per la carica di governatore a Oyo e Kano.

L’organizzazione di WhatsApp per la comunicazione politica

L’uso di WhatsApp in politica è diventato sempre più sofisticato e organizzato a livello presidenziale. Creando gruppi multipli di WhatsApp, organizzazioni come Centro Buhari New Media (BNMC) e l’Atikulated Youth Force (AYF), hanno dato un grande supporto rispettivamente alla campagna elettorale del presidente Buhari e al suo principale avversario, Atiku Abubacar. L’utilizzo di questi gruppi ha consentito di raggiungere più di 10 mila persone premendo un solo tasto, formando così gruppi di 256 utenti.

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A livello nazionale le cose sono un po’ diverse. In questo ambito, infatti, una buona porzione di attività è rimasta informale. Questo limita la possibilità delle strutture formali come i partiti di creare e controllare le narrazioni a livello locale. Secondo il dottor Fisher la ricerca “mostra che, WhatsApp replica le reti politiche già esistenti, ma sta anche aiutando le personalità politiche meno tradizionali a entrare nell’arena politica, soprattutto i più giovani”.

I contenuti divulgati tramite WhatsApp

I contenuti divulgati tramite WhatsApp hanno un impatto diverso a seconda di chi li condivide e di come vengono presentati all’utente. L’autorità del mittente e la forma del messaggio sono caratteristiche fondamentali per avere successo. La pensa così anche Idayat Hassan: “Il formato, lo stile, la fonte e il contenuto dell’informazione condivisa o ricevuta su WhatsApp hanno un forte impatto su quante persone possono raggiungere e sulla sua credibilità. Immagini e video hanno un grande riscontro”. Come avviene su tutti i social media, infatti, i video e le immagini riescono a veicolare in modo più immediato il senso del messaggio e hanno maggiore presa sugli utenti.

La rete di WhatsApp

Le strutture online e offline sono collegate, si rafforzano e si costruiscono le une con le altre. Per molti punti di vista, infatti, WhatsApp amplifica il significato e l’influenza dei legami che già esistono nella politica e nella società nigeriana. Come spiega Jamie Hitchen “l’interazione tra l’informazione condivisa su WhatsApp e il contesto offline è una parte cruciale dell’ecosistema digitale. Questa caratteristica fa dell’app di messaggistica una piattaforma rivoluzionaria per le campagne elettorali”.

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L’impatto della comunicazione politica su WhatsApp

WhatsApp viene utilizzata sia per amplificare la disinformazione che per contrastarla. Uno dei più famosi messaggi della tornata elettorale presa come caso di studio riguardava la falsa storia della morte del presidente Buhari. La fake news che circolava sosteneva che, una volta deceduto, il presidente era stato sostituito da un sosia del Sudan. Questa storia è ampiamente circolata su WhatsApp. Il candidato, tuttavia, ha utilizzato WhatsApp per avvertire i cittadini della falsità di questa notizia e per mettere le cose in chiaro.

Come spiega il professor Cheeseman, “le piattaforme di social media rappresentano sia una minaccia per la democrazia che un’opportunità“. “WhatsApp” spiega ancora il professor Cheeseman “viene usato da una parte per diffondere fake news, e dall’altra per le osservazioni elettorali. L’obiettivo è quello di ridurre i rischi senza compromettere la possibilità dei social media di rafforzare la responsabilità sociale e di promuovere l’inclusione“.

Secondo i risultati emersi dalla ricerca, l’utilizzo di WhatsApp dà ai candidati un vantaggio elettorale, mentre utilizzando solo i social media tradizionali non si riescono a vincere le elezioni. La cosa più importante per un candidato è di essere un leader autentico per la comunità, raggiungibile e accessibile. Questo significa che una buona impostazione, a tutti i livelli, della campagna elettorale rimane un elemento fondamentale per vincere le elezioni. Quindi, WhatsApp ha sicuramente trasformato l’ambiente elettorale, ma non lo ha rivoluzionato.

I consigli dei ricercatori ai candidati futuri

Stando ai risultati emersi dalla ricerca, ci sono alcuni consigli sul breve e lungo periodo che possono essere seguiti dai prossimi candidati politici. Nel breve periodo si può: rendere più semplice per gli utenti togliersi dai gruppi su WhatsApp; rafforzare il potere degli amministratori dei gruppi per definire degli standard; fare corsi di scrittura digitale per gli influencer. Nel lungo periodo, invece, i governi federali e statali dovrebbero investire di più nell’alfabetizzazione digitale, mentre le campagne politiche dovrebbero organizzare meglio i social media per le elezioni future. La protezione dei dati personali online e delle libertà civili dovrebbe essere rafforzata in Nigeria e in tutto il mondo.

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