Come saranno le città sostenibili di domani?

Stabilito un piano futuro per certificare la sostenibilità dei centri urbani

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Città sostenibili

Città sostenibili è uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’ONU.

Nel 2030 circa il 60% della popolazione mondiale vivrà in agglomerati urbani e per tale motivo è necessario, sin da ora, fissare un piano di crescita green.

Forum Ansa 2030: quali sono le città sostenibili?

Nei giorni scorsi si è tenuto a Roma l’incontro Forum Ansa 2030 durante il quale si è parlato di quanto siano attualmente sostenibili le nostre città.

L’appuntamento, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stato organizzato da Save The Planet Onlus e JTI.

Durante il forum si è focalizzata l’attenzione sull’importanza di una riflessione congiunta sui criteri di certificazione delle città sostenibili.

Come certificare la sostenibilità dei centri urbani?

Il Forum Ansa 2030 ha sottolineato l’esigenza di trovare un criterio univoco e condiviso da applicare ad ogni fase dello sviluppo urbano per fronteggiare le sfide ecologiche, economiche e sociali del nostro secolo.

Si tratta, quindi, di un progetto a lungo termine basato sull’individuazione di scelte sostenibili in un ecosistema globale.

A tale scopo sono state analizzate 14 città metropolitane italiane in base a tre indicatori rilevanti contenuti nella normativa ISO 37120: 2018.

I fattori considerati sono: flussi turistici, presenza di aree verdi e trattamento dei rifiuti solidi urbani.

Città sostenibili, sicure, resilienti e inclusive

Le città sono i principali coefficienti del PIL globale.

Per tale motivo rendere le città sostenibili, sicure, resilienti e inclusive è uno degli obiettivi primari del nuovo modello di sviluppo urbano, in cui la gestione dei rifiuti urbani occupa un posto essenziale.

Il divario tra nord e sud persiste.

Bologna, Milano e Venezia, infatti, convertono più della metà dei rifiuti in energia, destinando una percentuale molto bassa in discarica.

La situazione più critica è in Sicilia dove non ci sono impianti di produzione di energia da rifiuti per cui il 70% di questi vengono riversati nelle discariche.

Per quanto riguarda il settore turistico Milano, Roma e Venezia sono le città con il maggior numero di presenze di turisti all’anno.

Da ciò emerge che le città, che sono anche hotspot turistici, devono necessariamente sviluppare strategie efficaci per un’economia rispettosa dell’ambiente.

L’ultimo fattore considerato è quello delle aree verdi da cui dipende la qualità della vita nelle città del futuro.

Le amministrazioni locali devono, quindi, tutelare e implementare la quantità di verde urbano, tenendo anche conto del fenomeno del littering, purtroppo molto diffuso.

E’ necessario quindi diffondere delle campagne di sensibilizzazione tra i cittadini, i protagonisti di questo processo di cambiamento. Tutto ciò con lo scopo di fare adottare comportamenti consapevoli e rispettosi verso l’ambiente.

#IoLaButtoLì

#IoLaButtoLì è la campagna nata contro l’abbandono dei piccoli rifiuti e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Si tratta di un’iniziativa promossa da Save The Planet e JTI Italia con la collaborazione dell’agenzia cooperativa sociale Pensieri & Colori.

La campagna ha dichiarato Gian Luigi Cervasto, Presidente e amministratore delegato di JTI Italia è il punto di partenza per mettere a sistema collaborazione, responsabilità e crescita intelligente.

Si tratta quindi di una sfida culturale prioritaria per raccordare le azioni dei singoli in piani strategici.

Manifesto Anti Littering interattivo per una città sostenibile

L’appuntamento del Forum Ansa 2030 è stato anche l’occasione per presentare il primo Manifesto

Anti Littering interattivo rivolto alle amministrazioni locali, ai cittadini e alle imprese.

Il manifesto si presenta come una sorta di vademecum sui comportamenti corretti da adottare per rendere le città sostenibili.

Ognuno di noi può partecipare a questo grande progetto congiunto, sottoscrivendo il manifesto e diffondendone la conoscenza in realtà sia pubbliche che private.

Questo rappresenta solo l’avvio di un progetto di misurazione – ha sottolineato Elena Stoppioni, Presidente di Save The Planet – che dovrà avere un respiro sempre più ampio e coinvolgere tutto il Paese”.

Quali sono gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030?

Il punto di arrivo di questi progetti coordinati nell’ottica di rendere le città sostenibili sono i 17 goal dell’Agenda ONU 2030.

Ciò sarà possibile solo con un reale coinvolgimento delle istituzioni centrali e dei governi in vista di un impegno per la definizione di obiettivi misurabili, monitorabili e quantificabili.

Entro il 2030 l’Italia dovrà ridurre di almeno il 55% l’emissione di gas che causano l’effetto serra. Per tale motivo è necessario promuovere la nascita e lo sviluppo di comuni sostenibili con incentivi diversi.

Tra questi ci sono quelli per le aziende che decidono di certificare la propria carbon footprint e di ridurre le proprie emissioni di almeno il 30%.

Fondamentali sono l’educazione, l’istruzione e la formazione ha evidenziato la senatrice Pasqua L’Abbate, membro della Commissione Ambiente – come vettori per la transazione ecologica“.

Per tale motivo il Governo dovrebbe destinare importanti investimenti alle scuole, all’università e ai corsi di formazione professionale.

Questo per evitare un gap tra innovazione tecnologica e competenze.

L’obiettivo finale è quindi quello di creare tutti i presupposti per rendere le città del domani inclusive, sostenibili e resilienti in un contesto globale di attenzione alle leggi della vita e dell’ambiente.

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