Come le immagini influenzano la nostra vita

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Fotografie, quadri, simboli, e nell’epoca più moderna pubblicità, immagini 3D e ancora realtà virtuale. Le immagini hanno un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo fin dalle prime pitture rupestri risalenti al Paleolitico, create per testimoniare la propria presenza e per narrare vicende quotidiane come la caccia. Con l’aumento del digitale le immagini hanno acquisito un ruolo ancora più importante, vediamo come influenzano la nostra quotidianità fra social, pubblicità, siti per videogame e di bookmakers online.

Le immagini nella psicologia e nella pubblicità

Senza addentrarci troppo in analisi psicologiche e anatomiche sappiamo fin dall’infanzia che l’occhio, parte estrema dell’apparato visivo, è in stretta connessione con il nostro cervello al quale invia le informazioni che rileva dall’esterno attraverso la luce. Vien da sé che la nostra percezione del mondo arriva direttamente attraverso i nostri cinque sensi, fra i quali proprio la vista è assolutamente uno dei più attivi. A riguardo tante sono le preziose testimonianze raccolte in ambito scientifico che comprovano che ciò che vediamo influenza in maniera definitiva i nostri comportamenti: così se vediamo una valigetta invece che uno zaino su una scrivania siamo portati a assumere un atteggiamento più competitivo, oppure essere “osservati” da due occhi in un quadro o scultura tende a renderci più onesti. Ed ecco che ovviamente il mondo della pubblicità riesce a veicolare messaggi e a far sorgere desideri nella mente dei consumatori con immagini accattivanti, grafiche scintillanti e colori scelti ad hoc. Anche la navigazione sui siti di gioco o scommesse dei bookmakers online, oppure ancora le piattaforme di videogame, cercano di garantire un’esperienza visiva quanto più eccitante possibile, con lo scopo di dare all’utente sempre una percezione di positività nel ricordo della piattaforma o sito.

L’influenza dei social: centinaia e centinaia di foto e video ogni giorno

L’epoca attuale è stata definita da molti sociologi come caratterizzata dalla cosiddetta “rivoluzione 4.0”, o anche “quarta rivoluzione industriale”. Il perché è facilmente comprensibile, e va ricercato nella crescita costante dei mezzi di comunicazione, condivisione e progettazione multimediale. Fino all’apparizione nel 1988 della prima macchina fotografica totalmente digitale, la Fuji DS-1P, le immagini venivano stampate su dei supporti cartacei ed era questo e solo questo l’unico modo di visionarle, mentre per video e immagini in movimento esistevano già CD e altri tipi di supporti. Dalle flashcard removibili con giga e giga di fotografie si è ora passati a piattaforme che “raccolgono” le nostre fotografie e video in maniera definitiva creando centinaia di album di ricordi sempre disponibili online, non soltanto nostri, bensì di amici, familiari, ma anche di personaggi famosi e illustri. Non è un segreto che le interazioni social influenzino le nostre vite offline, e questo ci viene confermato da quanto siano ricchi, famosi e con un alto tasso di incidenza sugli acquisti, i cosiddetti “influencer”, che veicolano messaggi, prodotti e servizi tramite immagini. Uno dei casi più eclatanti sul territorio italiano è sicuramente il fenomeno Chiara Ferragni, che dapprima con il suo blog e successivamente con l’account Instagram che vanta più di 23 milioni di follower, ha creato un vero e proprio impero attorno al concetto di “immagine”.

Simboli, immagini nascoste o palesi, forti o dolci. Il ruolo che hanno queste continue stimolazioni sul nostro cervello è dirompente nelle nostre vite, e influenzano molti comportamenti anche e soprattutto in maniera completamente inconscia. L’uomo si è da sempre affidato alle immagini, e a conferma di questo trend, anche la formazione sia pubblica che privata, ha adottato sempre più questo mezzo, riconoscendone un impatto più immediato e diretto. Non è un caso che ad esempio si preferiscano i documentari alle narrazioni solo orali, e si apprezzino molto di più i film ai libri e ai romanzi. L’immagine ha un peso specifico enorme nella vita quotidiana dell’uomo, e per millenni ha veicolato potere, cultura, valori religiosi e simboli attorno al quale riunire persone e credenze. Nell’epoca moderna trova la propria massima espressione attraverso schermi touch screen e degli svariati dispositivi a disposizione. Considerando che in Italia esistono oltre 80 milioni di smartphone a fronte di una popolazione di scarsi 60 milioni di abitanti, riusciamo a comprendere come e perché è attraverso le immagini che si veicolano la gran parte delle comunicazioni al giorno d’oggi.

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