“Come Fort Knox”: il dietro le quinte della campagna Clinton

Ore e ore di montaggio dei retroscena della campagna per l'abortita nomina alla Casa Bianca della candidata democratica Hillary Clinton hanno ispirato alla regista Nanette Burstein una storia di speranza.

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Poco prima della mezzanotte di martedì 8 novembre 2016 Hillary Rodham Clinton si era appisolata nella sua camera d’albergo a Manhattan cullata dal pensiero di poter diventare la prima donna ad assumere la maggiore carica pubblica degli Stati Uniti succedendo al primo presidente afroamericano d’America, Barack Obama.

Al risveglio, tuttavia, alla candidata si è presentata un’amara realtà: aver perso le elezioni.
Gli esiti delle consultazioni avevano chiaramente decretato come, al suo posto, fosse stato eletto il suo rivale, il repubblicano Donald Trump.

I 66 milioni di voti ricevuti non erano valsi la nomina alla Clinton facendo sì che le oltre 2000 ore di registrazione del dietro alle quinte, girate con cauto ottimismo durante tutta la sua campagna, finissero nel dimenticatoio. 

Almeno fino a oggi. 

La regista Nanette Burstein affianco dell’ex Segretario di Stato, Hillary Clinton

La regista Nanette Burstein ha infatti deciso di recuperare quei filmati e montarli per raccontare una storia che possa trasmettere un messaggio di speranza e valorizzare il ruolo femminile nella politica statunitense.

Hillary, l’audace risultato di questo lavoro, consiste in una biografia suddivisa in quattro parti, ognuna delle quali è dedicata a un momento particolare e significativo della storia personale e professionale della democratica Clinton, incluse le lotte a favore dei diritti delle donne.

Il documentario – “ampiamente lusinghiero” come l’ha definito l’Hollywood Reporter – trascura deliberatamente la miriade di errori e passi falsi fatti dalla democratica nel corso della sua lunga carriera politica, tacendo sui redditizi discorsi tenuti a Wall Street e sulle relazioni riguardanti gli investimenti immobiliari di Whitewater fino allo scandalo riguardante la pubblicazione del suo server di posta elettronica.

A chiunque le contesti di non aver interpellato gli avversari politici della Clinton – come Newt Gingrich, Sean Hannity o Lindsay Graham – l’autrice ha replicato che, malgrado i diversi tentativi esperiti, nessuno di essi abbia mostrato interesse a esporsi.

Ho chiarito che si trattava di un film obiettivo e che avrei gradito il loro punto di vista – ha spiegato la Burstein – Ma sapevano che [Clinton] stava collaborando, il che significava che non sarebbe stato totalmente volto a demolirla e pertanto non ne erano interessati. Non c’era alcun vantaggio, era solo un rischio. Tutti hanno subito detto di no“.

La regista, che è stata ospitata per una settimana nella residenza dei Clinton a Chappaqua a circa cinquanta chilometri a nord di New York City, ha avuto modo di intervistare più volte i due coniugi ripercorrendo così la storia politica e personale della democratica segnata da posizioni tra loro anche molto conflittuali: da avvocato prima a First Lady poi, da Senatrice a Segretario di Stato.

Hillary Clinton da giovane, con alle spalle il marito Bill

Come ci si può immaginare, è inevitabilmente riemerso lo scandalo nato dalla catastrofica relazione intrattenuta dal marito Bill con Monica Lewinsky in un periodo in cui il candidato ha dichiarato di sentirsi come un pugile allo stremo, pronto ad afferrare qualsiasi cosa lo potesse distrarre dalla lotta.

Sono una persona totalmente diversa da 20 anni fa” ha dichiarato l’ex presidente apparso notevolmente segnato dal passare degli anni. 

Dal canto suo, la democratica ha dimostrato di non essere per nulla incline alle confidenze come ha confermato un’amica intima della Senatrice: “È candida, autorevole e irradia un certo calore schietto. Ma sul piano personale è protetta come Fort Knox. Ogni domanda è un potenziale pericolo”.

La Clinton è tra le figure più controverse e contestate del panorama politico statunitense.

Attaccata da entrambi gli schieramenti politici, maledetta da ambo le parti. Dalla sinistra che la ritiene un’esponente del movimento neoconservatore alla destra che l’accusa di essere una femminista radicale, gran parte dell’opinione pubblica americana aveva dipinto la sua scelta di rimanere assieme al marito Clinton come un segno di debolezza, almeno fino al momento in cui la democratica si sia rivelata una “Lady Macbeth” pronta a una spiccata ascesa politica.

Sono la persona innocente più sotto accusa d’America” ha sbuffato la Clinton al termine di una sessione di interviste.

Dall’idea che s’è fatta Burstein che, anche se per breve periodo, ha vissuto a stretto contatto con la democratica, Clinton avrebbe potuto gestire meglio alcune situazioni specialmente in prossimità della candidatura alla Casa Bianca che l’aveva vista protagonista nel 2016: “Se ha un difetto – e ne ha alcuni – è la prospettiva“.

La nobiltà di spirito è la qualità più importante che un politico possa avere” ha affermato Joe Klein, un tempo editorialista del quotidiano Time e autore di diversi best sellers tra cui Primary Colours, un romanzo vagamente ispirato alla campagna presidenziale di Bill Clinton del 1992.

Per Klein “I democratici di successo – Franklin Roosevelt, Harry Truman, John F. Kennedy, Bill Clinton, Barack Obama – [questa nobiltà] ce l’hanno“.

Per possedere uno spirito nobile” ha spiegato Klein prima di concludere il proprio discorso “devi essere ottimista e devi almeno dare l’impressione di avere una mente aperta. Hillary non l’avrebbe mai avuta”. 

L’ex presidente Barack Obama (a sinistra) con Hillary Clinton (a destra)

Speculazioni a parte, Burstein ha scelto d’infondere al suo elaborato un chiaro messaggio di speranza teso a valorizzare il ruolo delle donne sulla scena politica nazionale, anche riferendosi alle recenti candidature democratiche di Elizabeth Warren, Amy Kombuchar e Kamala Harris

Secondo la regista, Clinton avrebbe avuto il merito di aprire la lunga strada per una nomina femminile alla presidenza degli Stati Uniti.

Il fatto che tutte quelle donne si siano candidate alla presidenza è di per sé un trionfo” ha spiegato Burstein concludendo: “Quello che è successo alle elezioni di medio termine [del 2018] è anch’esso una vittoria. Più ci si abitua a vedere donne ricoprire posizioni di potere più probabile che un giorno si sarà disposti a votare per questo“.

Il documentario sarà trasmesso su Sky Documentaries e NowTv a partire dall’11 giugno.

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