Come coltivare Aspidistra elatior

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L'aspidistra è una pianta ornamentale sempreverde originaria dell'Asia orientale.
L'aspidistra è una pianta ornamentale sempreverde originaria dell'Asia orientale.
Aspidistra

Aspidistra elatior  è una pianta ornamentale sempreverde originaria dell’Asia orientale.

L’aspidistra resiste bene anche a punte si -15°C. Sulle altre specie, ancora poco coltivate in Italia, non si hanno notizie sufficienti, per cui al Nord è meglio tenerle in vaso per ricoverarle all’arrivo del gelo in un luogo fresco e luminoso. In pieno sole si scolorano e perdono lucentezza, all’ombra molto buia e poco ventilata diventano deboli, quindi vanno tenute mezz’ombra o in ombra luminosa. È essenziale che il terreno sia ben drenato, meglio se fertile e arricchito con terriccio di foglie. Questa pianta può essere piantata in piena terra a inizio primavera, in buche poco più grandi del vaso di coltivazione. È meglio irrigare con parsimonia e non usare sottovasi, perché l’eccesso di acqua fa seccare le punte. D’estate, se non fa molto caldo, basta bagnare una volta alla settimana; d’inverno si interviene solo in caso di siccità; in casa, quando la terra è asciutta. Se le piante sono coltivate in vaso si somministra un concime liquido specifico per piante verdi una volta al mese, da febbraio ad ottobre. In vaso le aspidistre diventano piante imponenti  e con il tempo possono rompere il contenitore: ogni tre anni circa perciò a inizio primavera, passato il pericolo di gelate tardive, vanno rinvasate. Svasata la pianta, con le mani si toglie dalla zolla un po’ di terriccio e se necessario si tagliano le radici rotte. Quindi si sceglie un vaso piuttosto alto di diametro maggiore di 2 cm rispetto al precedente. Sul fondo si mette uno strato alto 3-4 cm di ghiaia o pezzi di coccio, vi si appoggia la zolla e si riempie con terriccio letamato, lasciando leggermente interrato il rizoma orizzontale. In marzo, al momento del rinvaso, se il contenitore è diventato piccolo, si può dividere il rizoma, rompendolo con le mani in due-tre pezzi o tagliandolo con un coltello e trapiantando le singole porzioni in vasi appena più grandi delle porzioni stesse. Dopo qualche giorno, superato lo stress del rinvaso o della divisione, le specie a portamento eretto possono essere aiutate a conquistare la forma naturale avvolgendo sia il vaso che la chioma per metà con un telo ombreggiante piuttosto rigido o, in alternativa, con un cartone forato per far passare l’aria; il telo andrà tolto a fine primavera. Per scongiurare attacchi di cocciniglia, in aprile e in settembre si effettua un trattamento con olio bianco, utile anche per rendere le foglie più lucide.

Dott.ssa Rosa Ferro