Colpo di Stato in Sudan: la reazione della Russia

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Sudan: rilasciati quattro ministri incarcerati dopo il golpe

Dopo il colpo di Stato in Sudan, la comunità internazionale ha condannato l’accaduto e ha affermato che è “assolutamente inaccettabile”. La Russia, dal canto suo, ha affermato che le autorità sudanesi “possono e devono risolvere i problemi interni autonomamente”.

Colpo di Stato in Sudan: cosa ha affermato la Russia?

In Sudan si è verificato un colpo di Stato nella notte tra il 24 e il 25 ottobre. I militari hanno arrestato il primo ministro Abdallah Hamdok e diversi ministri e membri del Consiglio Sovrano di transizione. La comunità internazionale ha condannato l’accaduto e ha affermato di essere profondamente preoccupata per la situazione che si è creata in Sudan. Ma cosa ne pensa invece la Russia? A commentare il golpe in Sudan a nome del governo di Mosca è stata la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Secondo Zakharova, la autorità sudanesi “possono e devono risolvere i problemi interni autonomamente”, sulla base degli interessi nazionali. La portavoce ha poi sottolineato che la Russia continuerà a fornire assistenza a Khartum.

Zakharova ha osservato che lo sviluppo degli eventi in Sudan è la prova di “un’acuta crisi sistemica che ha travolto tutte le aree della vita politica ed economica del Paese”. Per Mosca, quanto accaduto è il “risultato naturale delle politiche fallite che sono state perseguite negli ultimi due anni”. “La disperazione e la difficile situazione della stragrande maggioranza della popolazione sono state ignorate dalle autorità di transizione, dai loro mecenati e dai consulenti stranieri”, ha affermato Zakharova.  

Il Sudan è di interesse strategico per Mosca

La Russia ha interessi strategici e militari in Sudan. Mosca ha firmato un accordo nel 2019 sulla creazione di una base navale russa a Port Sudan. Questo accordo consente alla Russia di creare un centro logistico sul Mar Rosso. Nell’accordo sono inclusi anche export bellici di Mosca verso il Sudan. Inoltre il territorio sudanese sarà fornito gratuitamente alla Marina militare russa e rappresenterà la prima base navale di Mosca in Africa. L’intesa ha anche un valore strategico dal punto di vista economico per Mosca, in quanto consentirà alla Russia di utilizzare i porti marittimi e gli aeroporti sudanesi per i propri import ed export, che saranno esenti da dazi doganali. Khartoum invece potrà sfruttare le forzi militari russe per far fronte ai problemi della regione.


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