Coloretto – un gioco da tavolo che ricorda i giochi di carte | recensione

"Coloretto" è un gioco da tavolo che si basa sulle carte, sia come oggetto fisico che come logiche di gioco. Ecco le nostre impressioni su questo gioco...

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I vari giochi di carte, indipendentemente da quali siano le carte da gioco in questione, sono sicuramente il gioco da tavolo più antico del mondo, e per determinate classi di persone (soprattutto anziani) sono tuttora gli unici di cui fruiscono. Non c’è quindi da stupirsi se molti giochi da tavolo più moderni rievochino proprio le modalità da gioco con cui siamo abituati da sempre a confrontarci con nonni e genitori: uno di questi è Coloretto, un gioco che come il più famoso UNO si basa su associazioni riguardanti colori, ma lo fa con delle regole particolari che rievocano in chiave moderna i giochi più classici del mondo.

Coloretto: le regole in breve

Coloretto ha due possibili modalità con cui indicare il punteggio, ma sempre un’unica modalità per giocare: cambiano tuttavia le logiche con cui si devono accumulare carte in base alla modalità di punteggio, ma a questo potete arrivarci da soli. Le carte con cui giocherete rappresentano dei camaleonti di vari colori: lo scopo del gioco è accumulare tre file di carte di un determinato colore, che in base alla modalità di punteggio scelta daranno punti. Eventuali carte extra, di differenti colori rispetto ai tre collezionati, faranno invece perdere punti al giocatore.

In base al numero di giocatori (si può giocare fino a 4 e per c’è una variante per i casi in cui i giocatori sono solo 2) le modalità con cui si possono acquisire le carte cambiano: per questo dettaglio vi lasciamo al regolamento cartaceo. Oltre alle carte camaleonte da collezionare, proprio come in “UNO” ci sono anche delle carte speciali di differente valenza: abbiamo i camaleonti arcobaleno, ossia dei jolly da poter posizionare sulla fila di carte che si preferisce, dei bonus +2 che fanno accumulare punti extra, carte che obbligano a pescare altre carte extra, una carta che indica che quella sarà l’ultima mano della partita e che va posizionata a 16 carte di distanza dall’ultima del mazzo.

Recensione del gioco

Come i giochi classici a cui fa riferimento, Coloretto non si basa su conoscenze di cultura generale et similia ma su un misto fra abilità in un certo tipo di ragionamento e fortuna. In quanto tale, si tratta di un gioco che può piacere molto a chi normalmente apprezza sia i giochi di carte che altri tipi di giochi da tavolo, mentre chiunque apprezzi soltanto una delle due categorie d’intrattenimento potrebbe non gradirlo affatto, o perché maldisposto verso qualcosa di nuovo o perché cerca un qualcosa di diverso nei giochi da tavolo.

Per questa ragione, e per la brevità delle sue partite, si tratta di un gioco “tappabuchi” da inserire all’interno di una serata in cui c’è anche altro da fare. “Coloretto” è un gioco che potrebbe fare tranquillamente la sua parte all’interno di una ludoteca privata, ma con cui bisogna stare attenti a non giocare troppo spesso per evitare che stufi con rapidità. Consiglio dunque questo gioco a chi vuole sfidare famiglia o amici con un gioco d’abilità che vada oltre le classiche carte, mentre lo sconsiglio a chi preferisce mettersi in gioco in modalità che con le carte non hanno proprio nulla a che fare.

GIOCO DIVERTENTE: SI, MA CON PARTITA BREVE
GIOCO IMPEGNATIVO: SI, SERVE UN PO’ DI RAGIONAMENTO
GIOCO FRUIBILE IN TANTI: NO (MAX 4)
GIOCO FRUIBILE IN POCHI: SI (MIN 2)

CLICCA QUI PER LA SCHEDA DI UN ALTRO GIOCO DA TAVOLA, COCORIDO

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