Colloqui sul nucleare iraniano: Teheran chiede revoca sanzioni

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Iran avanza sul nucleare

Sono ripresi i colloqui sul nucleare iraniano dopo un’interruzione durata oltre cinque mesi. Dal canto suo, Teheran chiede la totale revoca delle sanzioni statunitensi che hanno paralizzato l’economia iraniana. Washington invece afferma che l’obiettivo non è cambiato, ovvero un ritorno reciproco al pieno rispetto del JCPOA.

Colloqui sul nucleare iraniano: cosa chiede Teheran?

Dopo cinque mesi, ieri sono ripresi a Vienna i colloqui sul nucleare iraniano. Al secondo giorno di trattative l’Iran ha ribadito la sua priorità al tavolo dei negoziati. Per Teheran la proprietà è la revoca delle sanzioni statunitensi che stanno paralizzando l’economia iraniana. Secondo l’emittente al-Arabiya, l’Iran ha affermato che la squadra negoziale iraniana si è recata a Vienna per assicurarsi che le sanzioni vengano revocate. Per il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, i nuovi colloqui a Vienna mirano solo alla revoca delle sanzioni. Khatibzadeh ha inoltre detto che Teheran non è disposta ad assumersi ulteriori impegni al di fuori di quelli già inclusi nell’intesa siglata nel 2015. Il portavoce ha inoltre affermato che Teheran vuole un’ammissione di colpevolezza dagli USA e una garanzia che nessun futuro presidente americano abbandonerà di nuovo unilateralmente l’accordo.

Gli USA chiedono un ritorno reciproco al pieno rispetto del JCPOA

Ai colloqui di Vienna gli USA sono rappresentati dal proprio inviato speciale, Robert Malley. Quest’ultimo ha affermato che l’approccio di Washington continuerà ad essere basato sulla diplomazia e che è pronta a prendere tutte le misure per tornare in regole, compresa la revoca delle sanzioni imposte dall’amministrazione Trump. Tuttavia ha sottolineato che l’obiettivo non è cambiato. Per gli USA l’obiettivo è un ritorno reciproco al pieno rispetto del JCPOA. Quindi anche Teheran deve tronare a rispettare gli accordi stipulati nel 2015.  Il dipartimento di Stato americano ha spiegato che “ogni opzione è sul tavolo” se l’Iran non negozierà in buona fede e non rimetterà il suo programma nucleare “nel quadro” dell’accordo.


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