Cogne: pignorata la villetta del delitto

Cogne: pignorata la villetta del delitto. Il giudice ha respinto le richieste di sospensione dell'esecuzione immobiliare da parte della Franzoni.

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Il tribunale di Aosta ha dato il via libera per il pignoramento alla villetta di Cogne. Il procedimento riguarda il mancato pagamento della parcella all’ex avvocato della Franzoni Carlo Taormina. Dopo che quest’ultimo aveva abbandonato il caso. La villetta di Montroz, frazione di Cogne è il luogo nel quale si è consumato il delitto del piccolo Samuele, figlio di Annamaria Franzoni. La donna accusata di aver commesso l’omicidio. 

Cogne: la villetta sarà pignorata

Il giudice Paolo De Paola ha infatti respinto le richieste di Annamaria Franzoni e del marito Stefano Lorenzi, di sospensione dell’esecuzione immobiliare. Il motivo del contenzioso sarebbe iniziato un po’ di tempo fa. Pare che Anna Maria dovesse al suo ex legale 275 mila euro, per il mancato pagamento degli onorari difensivi. Che poi nell’atto di pignoramento sarebbero diventati ben 450 mila euro.

Il tribunale con questa decisione ha dato ragione all’Avvocato Carlo Taormina. Anche questa volta conferma l’etichetta di ‘Principe del Foro’ e quindi porta a casa l’ennesimo successo in ambito giudiziario.

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La tesi difensiva

Taormina per la causa è assistito dal figlio Giorgio, anch’egli avvocato. Nei mesi scorsi era riuscito a pignorare l’unico bene nelle disponibilità della donna. Metà della proprietà immobiliare situata sull’Appennino bolognese. L’attuale residenza della Franzoni da quando ha lasciato il carcere.

La famiglia Franzoni, invece è assistita dagli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti. La tesi sostenuta dai difensori di Anna Maria è che la villetta non è pignorabile in quanto inserita all’interno di un fondo patrimoniale. Costituito a maggio 2009. Solitamente il fondo patrimoniale viene usato come strumento per mettere al riparo i beni di famiglia. In particolare gli immobili, dagli imprevisti del futuro che spesso coincidono con debiti contratti.

Il giudice De Paola ha respinto l’opposizione. Il debito contratto col difensore è strettamente collegato ai cosiddetti ‘bisogni di famiglia’, che in ambito giurisprudenziale consentono il pignoramento dei beni inseriti nel fondo. In quanto funzionale a ottenere la possibilità di tornare in libertà nel più breve tempo possibile.

Ad ogni modo, entro il prossimo 30 ottobre si discuterà sulla possibilità o meno di vendere la villetta. Che per la cronaca, sarà sempre ricordata di essere stata lo scenario dell’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi, di soli due anni. Il piccolo colpito a morte mentre si trovava nel letto matrimoniale. Nella tragica mattina del 30 Gennaio 2002. La madre, Anna Maria Franzoni, è da sempre l’unica sospettata. Infatti è stata condannata a 16 anni di reclusione. In tutti questi anni la villetta è stata meta di turismo piuttosto macabro. Ed anche la casa dei tanti misteri irrisolti.

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